Spunti(2): Top Ten by Alan Moore

Ma puoi amare un fumetto alla follia e poi citarlo come spunto solo per una frase detta quasi di sfuggita da un suo personaggio in un momento di basso climax?
Ma puoi trovare fantastica l’ambientazione, il plot, le mille idee, la costruzione dei personaggi e i personaggi stessi, e poi avere stampata in testa quella singola frase?
Se il fumetto e’ TOP TEN di Alan Moore, io posso.

CONTESTO 1
Negli ultimi anni si sono moltiplicati i fumetti (per non parlare del cinema o delle serie TV) che hanno giocato con i cliché del mondo supereroistico, impastandoli e rivedendoli così come si è fatto di recente con gli archetipi delle favole. Non tutti sono riusciti nel loro intento, ma sicuramente salverei i seguenti:
The Boys: (sempre che Ennis non svacchi nel finale come in Preacher): in un mondo che dà per quotidiana la presenza di superesseri, girano le versioni locali di tutti i best sellers DC e Marvel. E in un vortice di violenza, sangue, merda, sesso, droghe, stupri, orgie e menomazioni made in Ennis, questi eroi fanno del loro peggio.
Powers: (di cui ho letto i primi 2 cicli – circa 70 numeri – in tipo 2 giorni): in un mondo che dà per quatidiana la presenza di superesseri (ok, l’idea di darli per scontati con me vince facile), essere semplici poliziotti è un bel casino, soprattutto se ti assegnano casi in cui sono coinvolti i suddetti superesseri . E i due sbirri Walker e Pligrim hanno il loro bel daffare a seguire il loro caso. Poi le cose si complicano.
Planetary: (in misura minore, ma rielabora chichè e personaggi da ogni dove: steampunk, supereroi, mostri giappo e x-files): l’associazione Planetary si occupa di studiare e intervenire nei fenomeni piu’ strani del 20° secolo; i tre superesseri/componenti della squadra nell’affrontare i vari casi inizieranno a scogere un ben preciso disegno. Gli antagonisti sono chiaramente una versione dei Fantastici 4 e in un MAGNIFICO numero autoconclusivo passano anche la versione locale di Superman, Lanterna Verde e Wonder Woman
Supreme Power: (a suo modo piu’ classico come ambientazione). Si riscrivono le origini di Superman (qui Hyperion) e degli altri pesi massimi della DC, ma con uno sguardo disincantato e cinico, non col filtro Smallville dove tutto e bello, siamo tutti amici e che buona la torta di mele. Personalmente apprezzato, anche se un pelo inconcludente.
Ma a mio parere ancora nulla ha battuto la semplice complessita’ di TOP TEN e la sua capacita’ di essere davvero qualcosa di diverso pur avendo archetipi ben noti che ti urlano in faccia “Eccomi! Eccomi!”

toh mo'

CONTESTO 2
Alan Moore è, come tutti sanno, fuori di testa, dotato di cultura personale immensa, di una peculiare ossessione per l’occulto e di un maledetto talento nel raccontare storie. Nel ’99 sforna i magnifici America’s Best Comic e io trasecolo quando mi rendo conto che OGNI MESE scrive un numero di ciascuna testata (ok ok, con un po’ di aiuto), oltre a gli altri progetti assurdi che porta avanti. Dopo aver deciso che Alan ha una specie di dissenteria cerebrale di caghetto spruzzo (pero’ d’oro), comincio a leggerli e – bam! – per restare in metafora, divento coprofago (pero’ d’oro). Promethea, Tom Strong, la Lega degli Straordinari Genlteman e il mio preferito, TOP TEN.

spare change?

TOP TEN
Dopo la seconda guerra mondiale, il cittadino comune si è stancato della costante proliferazione di superesseri, mutanti, mostri, scienziati pazzi etc. Si decide allora di riunire tutta questa bella ciurma in una città ad hoc, Neopolis.
Oggi, a Neopolis si trovano alieni, supereroi, divinità, geni del male. Qui tutti (e proprio tutti) hanno superpoteri, perfino gli animali da compagnia.
Il decimo distretto di polizia (il Ten del titolo, appunto) si occupa di mantere l’ordine in un contesto a dir poco delirante.
E in questo mare di alieni serial killer, lucertoloni ubriachi e incidenti interdimensionali, quello che sembrava un semplice omicidio legato alla droga si rivela essere parte di qualcosa di molto, molto peggio…

scuola di polizia

La prima serie di Top Ten(12 numeri) è una gioia per gli occhi. Moore ha preso ispirazione per la struttura dalle serie TV poliziesche (lui dice Hill Street Blues, che io non conosco. Conosco invece NYPD, e questa ne è una versione a fumetti e coi superpoteri).
I personaggi vengono mostrati praticamente solo in relazione al loro lavoro, ed è mentre indagano che impariamo a conoscerli. Un lungo caso orizzontale e tanti piccoli casi verticali, come nelle più classiche serie TV (non per niente il primo ciclo di storie si chiama Stagione 1).
Non ti racconto nulla del cast, parte del piacere è proprio scoprire questi curiosi personaggi.
Senza contare che Moore sforna qualcosa come 5 idee per tavola, e non ci si stanca proprio mai di stupirsi per la trovata successiva. Qualche esempio: lo S.T.O.R.M.S., malattia sessualmente trasmessa che di fa strippare i superpoteri degradando la tua struttura genetica, pornostar aliene anni ’70, il maniaco sessuale invisibile che tocca i culi alla gente, cani antropomorfi libidinosi, impero romano di 2000 anni and counting, i problemi di integrazione per le IA…

La ricchezza di gag, omaggi e riferimenti al mondo fantasy/SF che Moore infila ovunque (guarda i nomi dei locali, o i passanti nella folla, o le scritte dei graffiti) e’ resa magnificamente col tratto minuto e dal dettaglio PAZZESCO di Gene Ha.

Where's Waldo?

E la trama… beh, è ABC made in Moore: scanzonata, tragica e profonda allo stesso tempo.
La mia gag preferita? E’ uno spoiler, ti dico la seconda: Bob”Blindshot” Booker, tassista zen. E’ cieco, ma con i sensi Zen, e quindi lascia che siano la macchiana e l’Universo a portarlo là dove deve essere. Genio.

Purtroppo, con l’abbandono di Gene Ha, la serie non e’ andata oltre la prima stagione, dato che Alan Moore ha dichiarato che il tratto di Ha era talmente caratteristico che senza di lui Top Ten sarebbe stata un’altra cosa (concordo). Moore ha poi scritto un miniserie su SMAX (il poliziotto burbero e violento ma col cuore d’oro) che scorre via leggera e si legge volentieri, se superi la mazzata del brusco cambio di ambientazione (si cambia mondo per un po’) e il passaggio dal tratto di Ha allo stile cartoonesco (ma forse più adatto alla storia ) di Zander Cannon.

Ci sono anche tre seguiti (o meglio due seguiti e un prequel). Moore (sempre con Ha) ha scritto The Forty-niners, la storia di Neopolis nel 1949. E’ un’altra cosa, ma se ti e’ piaciuta Top Ten vale la pena.

qua una volta era tutta campagna

C’è Beyond the Farthest Precinct. Una mini di 5 numeri scritta Paul di Filippo e disegnata da Jerry Ordway. Io la stronco senza appello, ma ti consiglio comunque di leggerla e di confrontarla con la prima. Sembrerebbero simili (anche qui caso orizzontale, piccolo casi verticali, pochissime scene al di fuori dell’ambito lavorativo) ma la resa e’ completamente differente. Qui intanto non si aggiunge nessuna nuova idea: Neopolis non si arricchisce di ulteriori sfaccettature, semplicemente si ripresentano variazioni sul tema di quanto già visto. E i vari easter egg sono decisamente più smaccati. Ma sono i personaggi che devi tenere d’occhio: qui pur seguendo una storia strutturalmente simile alla prima, i personaggi sono macchiette piatte, che non trasmettono nulla e non svelano niente di sé oltre quanto già visto. Confrontare le due storie può aiutare a capire i meccanismi efficaci di una narrazione di questo tipo (molteplici personaggi che interagiscono su storie semisovrapposte). Se avrò tempo scriverò un articolo solo su quello.

C’è poi la vera e propria stagione due, che torna ad altissimi livelli per idee (nuove e interessanti) e per sviluppo dei personaggi. Torna Ha alle matite e Zander Cannon passa alla storia (insieme a Kevin Cannon). E lo fa ottimamente. Purtroppo la serie si interrompe e molte sottotrame sono tutt’ora in sospeso. A tutt’oggi la ripresa pare improbabile, ed e’ un dannatissimo peccato.

Ok hai scritto di nuovo una lenzuolata. Ma questo famoso spunto da cui sei partito me lo vuoi dire o no?
Volentieri: non e’ un vero e proprio spoiler, quindi lo lascio in chiaro. SMAX e Toybox hanno appena arrestato uno psicocinetico pazzo (non te lo descrivo perché merita). Oltre resistere all’arresto, a volare e a spostare una sacco di cose in giro, lo psicocinetico rallentava il moto delle molecole d’aria in tutta la regione, così la temperatura si abbassava e nevicava anche se era estate. Tutte le molecole di una regione. Viene definito uno psicocinetico di classe 2.

Toybox: Gesù. Ha fatto nevicare su tutto lo stato, ed è solo uno psico-comeischiama di seconda classe? Ma cosa fanno quelli della prima?
SMAX: Spengono o accendo i soli. Ce ne sono soltanto due, e sono sotto stretta sorveglianza.

Ecco
Io questa frase continuo a girarmela in testa. Mi immagino questa specie di semidio, rinchiuso da qualche parte. Ha famiglia, figli? Se li aveva ed è imprigionato, come lo hanno convinto a non vederli più? O magari è tenuto in coma farmacologico, o in perenne stato di allucinazione e nemmeno sa di essere un psicocinetico. O lo sa ma ha il divieto di usare il suo potere e quindi vive come il classico impiegato delle poste anni 50, perché è ligio al dovere. O siccome sono due, sono tenuti entrambi in costante pressione l’uno contro l’altro, in scacco perpetuo, ma un giorno qualcuno perturba l’equilibrio. O chissà? Come si controlla uno cosi? E se decidesse che vuole cambiare vita? Che magari vivere sotto controllo non gli basta? Magari qualcuno lo scopre e lo ricatta per fagli compiere cose orribili pena la morte di amici o parenti. O un potere talmente vasto pian piano fa perdere il contatto con la propria umanità e si va verso un dottor Manhattan, o verso uno stato di pura energia mentale, niente corpo, niente carne.
Insomma.

Questo titano imprigionato, dalla barba incolta e l’occhio spento, con tutta la pressione del governo sulle spalle per tenerlo calmo e sotto controllo, mi incuriosisce.

Sarà banale, ma io vorrei saperne di più

——————————
NOTA: Mentre scrivo questo post, Alessandro Girola ha indetto “Due minuti a mezzanotte”, una round robin a tema supereroistico. Io partecipo. E vedremo un po’

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Pubblicato il aprile 5, 2012, in letture con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Lasciatelo dire, hai scritto l’articolo che avrei sempre voluto scrivere su Top Ten. Solo che lo hai fatto meglio.

    Fan sfegatato della serie, bazzico tutt’ora un paio di volte a mese a cercare ulteriori camei tra le vignette e di fronte alla genialità della casa infestata da Supertopi,beh, mi prostro senza remore.

    Trovare il numero due in Italia ormai è un impresa da supereroi veri e propri. Per questo ho preso di nuovo la serie qui a Londra nei due volumozzi originali.
    E spero ovviamente in qualcosa di più in futuro, anche perchè Top Ten e la Lega rimangono non solo i miei lavori di Moore preferiti, ma le mie serie preferite in assoluto.

    P.S. Mi sono aggregato anch’io alla Round Robin di Alex. Ci ribecchiamo la. 🙂

  2. Grazie Elledy92. La gag che preferisco e che non ho voluto descrivere è proprio tutta la scena di disinfestazione dai Supertopi.

    Non sai quanto vorrei che almeno concludessero la seconda stagione, ma temo che non ci sia trippa per gatti.

    Ci risentiamo in round robin

  3. I have observed a powerful sober man driven perfectly mad for the time being by two
    servings of so-called rum, supplied to him at one of these shanties.
    –LINK REMOVED –>Grammy Nominations 2011<. Good fishing was to be been on this river all the year round, during flood-time, and when water was clear fish could possibly be seen taking the bait at a depth of 10 feet.

  1. Pingback: Spunti (7): Supereroi: Wild Cards « Mitopoiesi e barbarie

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