Spunti (7): Supereroi: Wild Cards

Dato che siamo in ballo con la round robin due minuti a mezzanotte, mentre scrivo il mio spin off su Cody Mulley (non è un super, ma bazzica il giro. vedrai), ho pensato che potrebbe valer la pena segnalare una cosetta in ambito supereroistico.

Wild Cards (a cura di George Martin)

Wild Cards è un universo condiviso a la Thieves’ world di Asprin. Tanti autori hanno contribuito con i loro racconti e i loro personaggi a queso universo comune, ricco di supereroi e fantascienza. Parliamo di gente come Martin, Zelany, Shiner, Clearemont e molti molti altri. La serie, iniziata nel 1987 è ormai arrivata al ventesimo volume (no, non li ho letti tutti. sto leggendo il primo, per essere onesto).

Setting: nel ’46 viene sganciato su New York City (e dove sennò?) il virus alieno Wild Card. Risultato: il 90 percento degli infettati muore a causa del totale rimaneggiamento del proprio DNA. Ma alcuni sopravvivono.

Jokers: quasi tutti i sopravvissuti subiscono violente mutazioni, e finisco per essere grotteschi e deformi (in vari gradi)

Aces: una piccola minoranza dei sopravvissuti guadagna invece superpoteri senza nessuna orrenda mutazione nell’aspetto.

Douces: sarebbero aces, ma il loro potere è fondamentalmente stupido o inutile (tipo trasformarsi in delfino, ma solo con luna piena e per due ore).

Nats: o naturals, le persone che non sono mai state infettate dal virus.

Sucide Kings: bambini figli di genitori infettati dal virus, portatori a loro volta. I suicide kings di solito risvegliano il virus durante la pubertà, e hanno lo stesso 90% di probabilità di lasciarci le penne. La legge punisce il causare stress ad un suicide king, visto che lo stress può scatenare il virus latente.

I primi due libri sono una serie di racconti, separati ma connessi, usati per presentare i personaggi, il setting e le trame del primo trittico di volumi. Il terzo libro chiude queste trame ed è un mosaic novel (capitoli scritti da tanti autori e poi editati in un romanzo coerente). credo che la formula venga poi portata avanti nel resto della serie.

traducendo:

l’universo Wild Cards si distingue dalla maggior parte delle storie di supereroi per vari elementi: l’idea degli autori era di avere un approccio narrativo più realistico e naturalistico. Pochi Aces hanno identità segrete, o sono i classici vendicatori mascherati. Il setting di Wild Cards è il nostro mondo, con le sue celebrità e la sua culutra pop, e dato che molte storie sono ambientate in anni differenti, il setting ha personaggi che realisticamente invecchiano nel corso della seire. La maggioranza delle vittime del virus Wild Card vivono nel ghetto chiamato Jokerville, mentre i pochi Aces diventano famose celebrità. Inoltre la serie ha un approccio più diretto alla violenza e al sesso rispetto agli standard del genere supereroistico.

da wiki

Ora, stiamo parlando di una serie iniziata nel 1987, e quindi non mi aspetto che leggendola adesso mi faccia gridare MIRACOLO! Dopotutto sono usciti moltissimi fumetti che hanno fatto dell’approccio realista al supereroe il loro cardine (vedi qui per qualche esempio). Ma siccome questa è una serie di libri, può essere interessante vedere come altri scrittori hanno affrontato la sfida di scrivere di supereroi senza usare i disegni.

E se credi che la serie è pallosa, ecco alcuni dei personaggi e delle idee gettate nel frullatore wildcard.

Alieni, telepati, telecineti con sesso tantrico come fonte di potere, culti oscuri, mecha, mostri, rivolte, uomini-animali, telecineti fobici, personalità multiple e insomma tanta tanta roba. Prendi tutti i fumetti marvel e dc che conosci, mixali con sesso e violenza, ficca tutto in lavatrice con una bella dose di candeggina e coloranti. Il risultato potrebbe essre questo. Se vuoi un’idea priva di spoiler, qui c’è l’elenco pressoché infinito dei tropes.

Un’occhiatina credo valga la pena darcela, va là.

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Pubblicato il maggio 20, 2012, in Approfondimento con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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