Archivio mensile:giugno 2012

La Fine del Lungo Inverno

Metto un nuovo ebucco sullo Scaffale, per chiunque abbia voglia di leggerlo.

Sullo Scaffale in realtà andrà più in basso, l’ho scritto due anni fa. Ho cambiato qualche parola qui e là, che proprio non si potevano vedere, il resto l’ho lasciato com’era. Ma fa piacere accorgersi che ora lo scriverei meglio. Pian pianino, con tanta fatica, sto migliorando.

Rendersene conto è sempre una bella cosa.

E ora eccovi l’ebucco.

E’ corto corto, si legge in fretta.

Tema: un inverno che non vuole finire.

by Hoplon Infotainment

LA FINE DEL LUNGO INVERNO

“La valanga rombò lungo le pendici imbiancate del Monte Olimpo, scavandosi una strada tra gli ammassi di neve e le colonne di ghiaccio, fino alla semisepolta Casa degli Dei.

Zeus rientrò sbattendo la porta.”

 

Come mai questo inverno non vuole finire? E come se la passano sull’Olimpo dopo mesi e mesi di tormente?

Racconto pubblicato sull’ebook “Storie di Febbraio” edito da ISBM per l’uscita di “Io Sono Febbraio” di Shane Jones.

Reading time:  3 minuti

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Il taccuino di Martin Sileno (3)

Sarà che sei un romanticone, sarà che ultimamente ti ronza in testa, sarà che ti sei innamorato (dopo un primo momento di perlplessità) della caraterizzazione di Sibir in Red Heat* su 2MM, sarà che è estate… l’idea è la storia d’amore.

Artemide era figlia di Zeus e Leto, sorella gemella di Apollo.

wiki dice di lei:

Era la dea della caccia, della selvaggina e dei boschi e una divinità lunare. Era, per sua espressa richiesta, vergine ma era adorata anche come dea del parto e della fertilità perché si diceva avesse aiutato la madre a partorire il fratello Apollo

Era una dea bellissima e, come raccontano i suoi miti, irraggungibile. La mitologia è pienda di uomini e dei che vengono travolti dal desiderio per le sue forme atletiche, per la sua indomita vitalità. Si innamorano di lei (o, siccome stiamo parlando dell’antica grecia, cercano di violentarla) e fanno tutti una brutta fine, come Attone che la spiò fare il bagno e finì cervo divorato dai suoi cani; ma Artemide era implacabile con chiunque perdesse la propria veginità: Zeus violentò Callisto, e Artemide la punì; ad Aura ( che – vergine anch’ella – dubitò della verginità di Artemide poichè troppo bella e femminile) impose lo stupro da parte di Dioniso. E via così.

Ma Orione (che, come molte storie greche viste con gli occhi di oggi, era un bastardo violento, spaccone, stupratore ed egocentrico), suo compagno di battute di caccia, le rubò il cuore. Ma poi corteggiò le sue ancelle e finì male anche lui.

So che la percentuale di twilightismo in quanto sto pensando è pericolosamente alta, ma vorrei che la storia andasse (per durezza e prosa) in tutt’altra direzione.

Un uomo, non necessariamente un grande re o guerriero, durante una battuta nei boschi, incontra di sfuggita Artemide. Potrebbe essere che la veda fare il bagno (ma che la dea stavolta non se ne accorga). O che presti soccorso a qualcuno (donna o animale) che si riveli poi essere una delle compagne della dea e arrivi così a vederla. Non è nemmeno necessario che sia ambientato nell’antichità. Un futuro lontano come quelli tratteggiati da Simmons nelle sue due saghe si prestano a contenere qualsiasi elemento (e infatti nella seconda abbondano divinità greche, per dire).

Insomma, il pover’uomo si innamora. Sa che non può assolutamente osare, pena la morte, e se ne va. Ma è ossessionato. La sua vita va a rotoli. Non riesce a superare il sentimento. E quindi ci prova.

Ora, partendo dalla più scontata delle interpretazioni del mito (roba che manco l’Orione di Melosio nell’opera di Cavalli**), riusciresti a raccontare la storia dei suoi tentativi, cercando di non risultare polpettosamente diabetico? Non so.

Potrebbe essere un urban fantasy, e Artemide essere a capo di una mafia di sole donne. (senza nemmeno scomodare il fantasy: innamorarsi di una capofamglia yakuza ad esempio (ammettendo che esistano capi yakuza femminili oltre a MarikoYashida e O-Ren-Ishi).

Ecco ora una idea di ambientazione che potrebbe risultare interessante, se ti prendi la briga di studiare davvero la yakuza (e non di guardarti i filmacci).

Come potrebbe un uomo, magari anche un nobile di spirito (un abile artigiano di spade, o un artista di altre discipline giapponesi. Scrittura, ad esempio (intendo proprio l’arte di scrivere i kanji)? O un poeta, magari?) avvicinarsi ad una figura così invischiata nel mondo della malavita? Cercando però di non esagerare, non stiamo facendo “innamorarsi del diavolo/demone”, Artemide era violenta, selvaggia, indomabile, ma non crudele o diabolica. Le difficoltà con la yakuza potrebbero essere più relative alla società yakyuza che alla decisione di verginità inviolabile uberfemminista della figura in sè, spostando troppo il fuoco della questione.

Però oltre che a scrivere di combattimenti e cose violente (che comunque visti i soggetti in questione si possono introdurre perfino qui), la figura dell’amante disposto a tutto nel suo desiderio impossibile, nel suo cercare di conquistare la donna/dea inarrivabile, è qualcosa che vorrei provare a raccontare.

[questo sproloquio a ruota libera necessita successivi approfondimenti]

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* magari a breve un po’ di commenti su questo.

** la trama: Orione, accecato perché in stato d’ebbrezza aveva violentato la moglie (o la figlia) del re di Chio, arriva a Delo accompagnato dal fedele servitore Filotero, per riacquistare la vista andando incontro al sole che sorge (Apollo); qui è però vittima di un crudele scherzo di Amore, che non solo fa innamorare della bellezza di Orione l’Aurora e la casta Diana, ma suscita la gelosia reciproca delle due dee, oltre che di Titone (che dell’Aurora è marito) e di Apollo (che di Diana è fratello). Apollo adirato fa sì che Diana, senza saperlo, colpisca a morte Orione con una sua freccia; si adira Nettuno (che di Orione è padre) suscitando una tempesta; interviene Giove che riporta la pace tra gli dèi, spiegando che Orione non è morto per volontà del Destino, ma per essere trasformato in costellazione. (da qui)

Sci-fi Ranking

Ancora prono per la delusione di Prometheus, ieri ho iniziato a spulciare l’elenco SCIFI di IMDB. Di imdb non mi fido molto, di solito preferisco rotten tomatoes, ma ultimamente orde di fanboy mi stanno inziando a falsare gli indici di gradimento pure li’; inoltre su RT non c’e’ una lista SCIFI, ma il generere e’ accorpato al Fantasy (shame on you, rotten tomatoes).

I Can’t get enough of you, Baby

Dunque, sono arrivato a 2500 titoli (su 5000 e rotti), elencati per gradimento degli utenti. La prima cosa che vorrei farti notare e’ che la definizione di fantascienza di imdb e’ talmente lasca che in mezzo ci finiscono pure tutti i film di supereroi, horror e thriller basta che abbiano qualche lucina laser o siano ambientati ad cazzum qualche anno nel futuro.

Ovviamente la maggior parte non l’avevo nemmeno mai sentita nominare, e sono piuttosto convinto che ci siano abbondanti ciofeche. La lista non l’ho finita, ma arrivato a titoli come Frankenhooker* o Il pianeta dei morti vivi, diciamo che ho una buona probaibilità di essere verso il fondo del barile.

Innanzitutto devo ammettere che ne gli ultimi anni sono usciti una caterva di film scifi indipendenti, e molti sto cercando di reperirli, ma non e’ proprio semplice.

Poi, buona parte di quello che ho visto, puo’ catalogarsi come segue: Hell Yeah! = film che ingasano il 15enne che e’ in me e mi fan saltare sulla sedia in una eruzione di popcorn e testosterone. Mind blown = film basati una idea eccezionale. O con una trama attorcigliata allo spasimo. Comunque film che ti inchiodano li’ e ti fanno pensare davvero a quel che stai vedendo.

(ci sarebbero altre due categorie, Meh e Gghh, la prima per i filmetti senza ne’ cuore ne anima, ma comunque fatti da onesti mestieranti che ti intrattengono giusto ricompensandoti per le due ore che ti rubano [film come Io,robot; Lost in Space, Splice, Space Truckers, Indipendence Day, Titan AE etc]; la seconda e’ per le ciofeche senza appello come Equilibrium, In Time, the Chronicles of Riddick, Mission to Mars, Priest e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, che qua la lsita e’ lunga)

Ordunque, qui sotto ti elenco la mia personalissima doppia classifica. E mi piacerebbe mi consigliassi qualche bel film che possa entrare a farne parte. (non c’è un ordine interno, dipende dal mood del momento. Nessuno può avere IL film, così come non si può avere IL libro**)

(si, ho visto un botto di altra roba, da Eliminators a Black Hole, da Dante 01 a Cargo. Ma è roba che non si avvicina manco per sbaglio alla top 24

Hell Yeah Mind Blown
Star wars (solo i vecchi) Se mi lasci ti cancello
Ritorno al futuro  (trilogy) 2001: Odissea nello spazio (e anche 2010 l’anno del contatto, via)
District 9 Donnie Darko
Blade Runner La cosa
Terminator 1&2 Triangle
I figli degli uomini L’esercito delle 12 scimmie
Matrix Il Villaggio dei Dannati
Serenity Les Cronocrimenes
The Avengers Moon
Aliens The Man from Earth
Ghost in the shell Alien
Predator WALL·E (la prima metà)
Minority Report Gattaca
Abyss Dark City
Il Quinto Elemento Butterfly Effect
Robocop Il Pianeta Proibito
Total Recall immortal ad vitam
Flash Gordon Source Code
Strange Days Metropolis (2001)
Pitch Black A Scanner Darkly
Guida Galattica Per Autostoppisti 9
Salto nel Buio Existenz
Demolition Man Event Horizon
Doomsday Codice 46

Tra le prossime visioni, ecco i film che mi hanno incuriosito, che sono sul mio HD da un po’ ma che per un motivo o per l’altro non ho ancora guardato: Reinassence, Memories, Robotto Kanibaru , Broken  Saints, Iron sky, Attack the block, Monsters.

Se li conosci, fermami prima di buttare via del tempo

* che vista la trama (uno studente di medicina riporta in vita la findazata morta usando pezzi di prostitute) magari vale pure la pena

** a parte “Il conte di Montecristo”, ma quella è un’altra faccenda

to dub or not to dub?

Il doppiaggio.

Non è di sicuro l’unico motivo per cui noi italiani parliamo un inglese tanto zoppicante. Al contempo però, aiuta a non sentire il bisogno di migliorare il nostro uso della lingua di Albione.

Ma serve? Non serve?

Il mio rapporto con i film (e altro) in lingua originale è andato di pari passo con la rete. Aumentavano le bande, e il restare bloccato per settimane perchè il file ITA aveva poche fonti, mentre il file ENG ne aveva migliaia, alla lunga rodeva.

Io ho fatto il salto sette anni fa. Mi ero infoiato pesissimo con la prima serie di House MD*, e sapere che la seconda era già tutta lì, in inglese, mentre il doppiaggio italiano era in programma mesi dopo, mi ha dato lo stimolo.

uno stimolo

Prima sub ita, mentre su altre serie già uscite (per ovviare alla pochezza di fonti italiane) trovavo i file audio e cambiavo la traccia ENG del file molto condiviso con quella italiana (meno condivisa, ma molto più piccola e quindi più facilmente reperibile).

In breve mi accorsi che facevo fatica a leggere in una lingua e sentire in un altra, visto che capivo entrambe e mi cortociutiavo un po’. Così, sub eng.

Ora i sottotitoli non li cerco più, a meno di essere molto molto stanco. (se riesco a guardarmi law and order senza sub, direi che sono a posto)

“Sussurriamo?” “Si ma prima andiamo accanto al cantiere, se no è troppo facile”

Ma il passaggio non è stato senza scossoni.

Di House avevo già guardato la prima serie, quindi conoscevo il personaggio, la caratterizzazione, le battute. Ma, sorpresa!, passo all’inglese e le sfaccettature sono diverse: House è molto più cinico, non solo per le parole ma soprattutto per il tono, la sottile inflessione bastarda che mancava in Italiano, e anzi veniva sostituita con uno spirito da duro dal cuore d’oro.

Poi inizi a trovarti a tuo agio nella lingua, e le battute inglesi suonano bene, si fanno apprezzare di più. E inizi ad associare davvero voce-attore, apprezzando come un bravo attore moduli il suo strumento. (anche i doppiatori lo fanno, ma non sono milioni, e pur se adattano lo stile all’attore doppiato, la voce di Saverio Moriones rimane la voce di McGyver, anche se fa il cattivo ispanico un po’ dappertutto. O Boromir è Pino insegno, per quanto si sforzi di fare la voce da High Fantasy).

Poi inizano ad accadere cose orrende, tipo a vedere come spesso il doppiaggio snaturi o rovini il film: ti capita di vedere un episodio in tv di una serie che stai seguendo, e trasecoli. PARLA COSI?!?

O, peggio ancora, adesso noti davvero che le labbra si muovono accazzo. Sembra finto, appiccicato sulla pellicola. Anche perchè l’audio originale è molto più immerso nel sonoro ambientale, dopo un po’ ci fai caso.

Eppure.

Eppure ti vengono in mente tre film al volo che ha guardato e hai apprezzato proprio grazie al doppiaggio.

Gabriel (la furia degli angeli) è una poverata emo gothic con angeli e diavoli in una Dark City chiamata Purgatory (che mi sono sparato nel periodo in cui lavoravo ad un urban fantasy con gli angeli. si, si, molto originale**).  E’ un film da adolescenti: wiki lo definisce paranorlmal romance addirittura, e mi pare esagerato. Ma sicuramente Rossi e Ward mi hanno aiutato a digeriere i dialoghi più scalcagnati, al punto che me lo riguarderei (riguarderò). Sono piuttosto sicuro che il doppiaggio ha contato molto.

Non può piovere per semp..EHM!

Altro film che nel mio gusto di guadagna, è Predator. Ora, è il film che ha creato i PREDATOR, c’è Arnold, bum bum, sangue che schizza, sparatutto. Giustamente è diventato un cult. MA: gli attori sono cani, e dopo aver praticamente impararto a memoria le battute con accento spagnoleggiante di Poncho (che non ha accento spagnolo in Eng), o sentito Swarzi recitare con vocione pesante e senza accento tetezco, passare alle loro vere voci è un trauma. Dico sul serio. E’ meglio doppiato.

Caccia a ottobre rosso è un caso un po’ particolare. Qui lo perculano per l’accento russo farlocco, ma io non riesco a cogliere. Però negli anni 80 i doppiatori avevano quella voce ruspante, non super-ripulita in studio, che mi piaceva molto.

Per questo ci sono film che continuo a guardare in versione doppiata. Non ci sono santi. Ritorno al futuro, Ghostbusters, Grosso Guaio a Chinatown, Arma letale, La grande Fuga… Li so a memoria (davvero). Ho il terrore di guardarli in originale e amarli un po’ meno. Non oso nemmeno tirarli giù. Il mese scorso ho rifatto la cavalcata da Arma Letale 1 a 4, e li ho fatti in italiano. Stessa cosa per i classiconi. Questo inverno è toccato Il delitto perfetto, a La parola ai giurati, la stangata, lo spaccone, Arsenico e Vecchi merletti. Tutti in italiano, che mi piacciono quelle voci (son poi sempre le stesse…)

inevitabile cortocircuito

Al contempo, non esiste che mi guardi un film doppiato, adesso. Se è recente, lo voglio in inglese.

E mi chiedo: ho apprezzato tanto il doppiaggio passato perchè ero pischello e certe battute, certi plot o sketch erano nuovi ai miei occhi e quindi imparavo nuove parole, nuove situazioni si fermavano nella mia memoria e le apprezzavo per quello? O il doppiaggio è peggiorato negli ultimi, diciamo, dieci anni?

Per dire, negli anni 80 si parlava diversamente, d’accordo, ma a me sembrava di trovare un sacco di parole sconosciute, in quei film, parole che non sentivo in giro tutti i giorni, e che mi piaceva apprendere. Ora mi sembra di sentire sempre e solo le stesse frasi, le stesse parole. Sono io che sono migliorato molto (spoiler: si lo sono), o si è standardizzata la qualità? (un po’ come i vecchi Topolino: un sacco di parole che mi diverto ancora ad usare, ma che mai incroci nella vita di tutti i giorni: talleri, fedifrago, tanghero etc)

anche UACK non la si sente spesso in giro***

In conclusione.

Col doppiaggio ho chiuso. Ma mi fa piacere rotolarmi ancora tra le parole ben note di un film che ho amato. E quindi largo ai vecchi classici.

* Medical Division sta ceppa. MD è un titolo, come il nostro Dr, diciamo. Ma dopo mEdici in pRima linea non mi stupisco più di niente.

** in realtà secondo me è originale. Il setting mi piace, e non è la solita cazzata. E’ un urban fantasy pesantemente ucronico, al punto che il nostro mondo c’è e non c’è. Ma è fermo. Ho un setting che mi intriga, tre personaggi interessanti, due sistemi magici, valanghe di creature e 4 o 5 scene belle tamarre, ma non ho una storia. Non so bene che fagli fare, a questa gente. Quindi, prende polvere.

*** per dire, google mi dà 1.600.000 voci per “impazzito”, mentre per “ammattito” me ne dà solo 58000 e quattro “did you mean?”. Non proprio una parola quaotidiana.

Prometheus (il figlio scemo di the Dig)

Oggi ti parlo di Prometheus.

Ahem:

Fa. Schifo.

Là, l’ho detto. Che siccome è una costola del mondo di Alien, quasi nessuno lo spernacchia forte come dovrebbe (Nanni l’ha fatto). Si sentono valanghe di coff coff, beh insomma, eh diciamo… Invece si dovrebbe sentire questo, e fortissimo pure.

E di film fantascienzi che barcollando e zoppicando tentavano di portare a casa un risutato ne ho visti tanti. Ma nessuno aveva alle spalle quel budget, quella base di ascolti assicurata e quelle idee (di base) così ben riuscite. Il punto è che se uno guarda Prometheus e ci toglie quel poco dell’universo di Alien che filtra tra una fesseria e l’altra, non trova niente. Il vuoto.

Questo fa incazzare. Per l’ennesima volta tocca vedere la fantascienza ridotta a fettuccina, una storeilla esile esile, con personaggi che manco hanno il piglio dei pg clichè anni ottanta (the abyss? la cosa? io mi ricordo metà dei pg di ogni crew, anche solo per le cagate come: il topo subbaquo, lo ska nel walkmen sui pattini a rotelle, l’anello nel cesso con l’acqua blu, il gioco pc con gli scacchi più pallosi del mondo. qua niente. Li noti perchè sono scemi. Ma proprio tipo il cugino ritardato che ti mette in imbarazzo ai pranzi con gli amici di famiglia. Lo noti, e lo cancelli).

Poi un piccolo rant hard-sci fi/soft sci-fi: giocare con la biologia in maniera seria è più difficile che con le scienze “dure”, infatti i più classici esempi di H SF vertono su fisica e chimica, molto meno sulla wet science. PERO’ QUALCOSA DI PIU’ COMPLESSO DI ESPLORANDO IL CORPO UMANO, SANTODDIO! Se fai fantascienza che vira all’H Sci Fi (perchè siamo lontani anni luce dal lavoro scanzonato di Farscape o Firefly), non mi mettere le cazzate marchiane.

Già che ci sei, non crearmi una storia col Gira la Trama (il Gira la Moda con le idee che ti sei costruito copincollando le cose più carine degli ultimi 30 anni).

E per l’amor di dio, personaggi! Magari anche cagacazzo, ma non imbecilli. Non tutti! Alla faccia della missione costosissima con equipaggio scelto.

Ora, come hai notato non ho messo manco la più piccola indicazione, riferimento, spoilerino. Niente.

Ne piazzo uno pesante qui.

Attento.

Non leggere.

THE DIG (1995)

il più bel gioco della Lucasart (non per niente scritto da Spielberg, coi dialoghi di O.S.Card e una manona di B.Moriarty).

la storia è il dramma (è un gioco cupo) di questi tre astronauti, parte della crew che è stata spedita nello spazio a far saltare con le bombe un asteroide in rotta di collisione sulla terra, che vengono trasportati dall’asteroide (in realtà una nave spaziale a dodecadro) su un lontano pianeta,

dove una razza avanzatissima e intelligentissima (che può perfino ricreare la vita) si è estinta (ma la tecnologia che sta pian piano decadendo è ancora lì. tecnologia di pietra). I pg cominciano a fare gli xenoarcheologi e alla fine rispuntano pure gli alieni,  (che sono ancora vivi). [e per amor tuo taccio di spoilerare tutte le similitudini che non si deducono dal trailer]

MA DICO IO

-visto che avete deciso di riempire The Dig di roofies, portarvela a letto, filmarla e poi fare shhhhhhh

-visto che The Dig ha rischiato di diventare una puntata di Amazing Stories ed è anche stato lì lì per diventare un film dal costo – purtroppo- proibitivo

-visto che alla fin fine è la stessa storia, senza gli alieni fregnofallici di Giger ma con personaggi più credibili (e stiamo parlando di una missione spaziale con una VANGA in dotazione…)

FARE IL FILM DI THE DIG, NO?

(nota. ci sono molte altre inquadrature che mi hanno fatto urlare THE DIG nella testa, mentre guardavo il film. purtroppo non le trovo online, e quindi posto quel che riesco. ma sappiate che ci sono)

OK, questa in the Dig non c’è ed è un peccato

Io e Ridely Scott non siamo più amici.

Herb’s Den. Spin-off di 2MM

Settimana piena, quella appena passata.

E’ il mio turno a due minuti a mezzanotte, e ne ho approfittato per finire anche il mio spin-off.

Così posso inaugurare la nuova sezione di Mitopoiesi e Barbarie: Lo Scaffale.

Visto che questo è un blog per aiutarmi a scrivere, vediamo anche di mettere qualche prova del fatto che funzioni.

I miei lavori, vecchi e nuovi, finirano tutti là.

Lo spin-off, Herb’s Den, è la nuova aggiunta.

Fresca fresca

Accattatevilla.

HERB’S DEN

Odio i Super.

Forse è per questo che continuo a farlo. A dargli la caccia, intendo.

Così comincia l’ennesima missione di Stanislaw “Stan” Lem. Ma stavolta le cose non andranno come si aspetta…

Racconto spin-off della round robin supereroistica 2 minuti a mezzanotte, ma fruibile anche stand alone.

Reading time: 25 minuti.

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Thundercats (then and now)

Negli anni ’80 ci si drogava coi cartoni giapponesi.

Ma c’erano 3 serie americane che mi avevano messo una fotta notevole. E non mi sono mai azzardato a cercarle per riguardarle perchè il terrore che siano invechiate male mi ferma ogni volta.

La mia preferita (e che potrebbe essere rimasta guadabile) era I RANGER DELLE GALASSIE.

Western futuristico, con alieni,  cybersetting e il comprimario ombroso (o – come lo chiama il Doc nel suo Antro – bassista carismatico) più figo degli anni 80. Il gruppo era così composto:

Zachary Fox, capitano. Braccio bionico e moglie rapita dal cattivo.

Shane Gooseman: creato in laboratorio in un gruppo di supertrooper (l’ultimo sano della covata), healing factor, mutaforma, assorbi energia e badass a volontà.

Niko: redhead con i poteri psionici. Faceva l’archeologa, se non vado errato.

Watler Harford. Esperto di armi bianche, e combattimento in generale. Supregenio dei computer, capace di interfacciarsi e controllarti a volontà

E il theme song si chiama “NO GUTS, NO GLORY” fate voi…

Poi c’erano i SILVERHAWKS

Non avevano senso, d’accordo. Svolazzavano qua e la in uno spazio in cui respiravano tutti e sparavano dalle spalle, scopiazzando la classica forlmula giappo del gruppo a leader figo, secondo ombroso, gnocca combattente, gigante buono e bambino saputello. Però erano tutti cromati e avevano la visiera a scomparsa e le alette sotto le ascelle (che nel vuoto sono molto utili, immagino)

Quicksilver: con la corazza chiara chiara e il falco bionico sulla spalla, fa il capo.

Col. Bluegrass. Non vola, ma fa il pilota (suonando la chitarra e col cappello da cowboy!). La sua corazza vira al blu.

Steelhearth and Steelwill. gemelli (eterozigoti, imagino) con legame empatico, picchi uno e vien giù anche l’altro (che non è bello in battaglia). Hanno il cuore in acciaio. Corazza sul grigio.

Copper Kidd. Il bambino qui è un alieno, che non parla m zufola. Ovviamente corazza color rame.

In più c’era il capitano che sta sempre in ufficio con i vestiti buoni, il Comandante Stargazer.

Questa è sicuramente invecchiata male.

E poi c’erano loro. THUNDERCATS.

Chi non ha mai giocato urlando thunder thunder thundercats oooohhhhh non è più mio amico. (il look è drammaticamente anni ’80, lo so. Ma almeno non ci sono gli scaldamuscoli da Shaina dell’Ofiuco)

I principali erano:

Lion-o: grosso e figo, basato su un leone (ma dai!), con il guanto artigliato e la spada che si allunga con gemma onniveggente + batsegnale.

Tygra (in Italia, Tygro): quello intelligente, lo scienziato combattente del gruppo, e pure coi poteri mentali.

Panthro: il combattente figherrimo del gruppo, e anche meccanico e ingegnere. Imbevuto fino al midollo del codice d’onore dei thundercats.

Cheetara: l’unica doona per la prima parte della serie, combattente esperta, dotata di senso pratico e un sesto senso che le permetteva di sapere se qualcuno era in pericolo. Superveloce e tanto gnocca. E ha giustamente un debole per lo scienziato Tygra.

WilyKit and WilyKat, che non sono invecchiati nelle loro capsule ad animazione sospesa, sono i due marmocchi gemelli, che combattono con trucchi e astuzia.

Ora, tutto questo per dire che sta per concludersi la prima stagione del reboot dei Thundercats.

Agevolo trailer.

Il rischio bimbominchiata è alto, soprattutto per il fatto che a tutti i personaggi sono stati tolti dieci anni buoni (e li hanno messi tutte sulle spalle di Panthro, poveraccio), Inoltre 10 a 1 che Cheetara va con Lion-O, stavolta. E ovviamente l’influenza manga si vede: Mum-ra faceva molta più paura negli anni 80, ma non si può avere tutto.

Credo che farò un tentativo.

 Thunder Thunder Thundercats OOOHHHH.

Comunque Cheetara è sempre gnocca, e questo rassicura.