to dub or not to dub?

Il doppiaggio.

Non è di sicuro l’unico motivo per cui noi italiani parliamo un inglese tanto zoppicante. Al contempo però, aiuta a non sentire il bisogno di migliorare il nostro uso della lingua di Albione.

Ma serve? Non serve?

Il mio rapporto con i film (e altro) in lingua originale è andato di pari passo con la rete. Aumentavano le bande, e il restare bloccato per settimane perchè il file ITA aveva poche fonti, mentre il file ENG ne aveva migliaia, alla lunga rodeva.

Io ho fatto il salto sette anni fa. Mi ero infoiato pesissimo con la prima serie di House MD*, e sapere che la seconda era già tutta lì, in inglese, mentre il doppiaggio italiano era in programma mesi dopo, mi ha dato lo stimolo.

uno stimolo

Prima sub ita, mentre su altre serie già uscite (per ovviare alla pochezza di fonti italiane) trovavo i file audio e cambiavo la traccia ENG del file molto condiviso con quella italiana (meno condivisa, ma molto più piccola e quindi più facilmente reperibile).

In breve mi accorsi che facevo fatica a leggere in una lingua e sentire in un altra, visto che capivo entrambe e mi cortociutiavo un po’. Così, sub eng.

Ora i sottotitoli non li cerco più, a meno di essere molto molto stanco. (se riesco a guardarmi law and order senza sub, direi che sono a posto)

“Sussurriamo?” “Si ma prima andiamo accanto al cantiere, se no è troppo facile”

Ma il passaggio non è stato senza scossoni.

Di House avevo già guardato la prima serie, quindi conoscevo il personaggio, la caratterizzazione, le battute. Ma, sorpresa!, passo all’inglese e le sfaccettature sono diverse: House è molto più cinico, non solo per le parole ma soprattutto per il tono, la sottile inflessione bastarda che mancava in Italiano, e anzi veniva sostituita con uno spirito da duro dal cuore d’oro.

Poi inizi a trovarti a tuo agio nella lingua, e le battute inglesi suonano bene, si fanno apprezzare di più. E inizi ad associare davvero voce-attore, apprezzando come un bravo attore moduli il suo strumento. (anche i doppiatori lo fanno, ma non sono milioni, e pur se adattano lo stile all’attore doppiato, la voce di Saverio Moriones rimane la voce di McGyver, anche se fa il cattivo ispanico un po’ dappertutto. O Boromir è Pino insegno, per quanto si sforzi di fare la voce da High Fantasy).

Poi inizano ad accadere cose orrende, tipo a vedere come spesso il doppiaggio snaturi o rovini il film: ti capita di vedere un episodio in tv di una serie che stai seguendo, e trasecoli. PARLA COSI?!?

O, peggio ancora, adesso noti davvero che le labbra si muovono accazzo. Sembra finto, appiccicato sulla pellicola. Anche perchè l’audio originale è molto più immerso nel sonoro ambientale, dopo un po’ ci fai caso.

Eppure.

Eppure ti vengono in mente tre film al volo che ha guardato e hai apprezzato proprio grazie al doppiaggio.

Gabriel (la furia degli angeli) è una poverata emo gothic con angeli e diavoli in una Dark City chiamata Purgatory (che mi sono sparato nel periodo in cui lavoravo ad un urban fantasy con gli angeli. si, si, molto originale**).  E’ un film da adolescenti: wiki lo definisce paranorlmal romance addirittura, e mi pare esagerato. Ma sicuramente Rossi e Ward mi hanno aiutato a digeriere i dialoghi più scalcagnati, al punto che me lo riguarderei (riguarderò). Sono piuttosto sicuro che il doppiaggio ha contato molto.

Non può piovere per semp..EHM!

Altro film che nel mio gusto di guadagna, è Predator. Ora, è il film che ha creato i PREDATOR, c’è Arnold, bum bum, sangue che schizza, sparatutto. Giustamente è diventato un cult. MA: gli attori sono cani, e dopo aver praticamente impararto a memoria le battute con accento spagnoleggiante di Poncho (che non ha accento spagnolo in Eng), o sentito Swarzi recitare con vocione pesante e senza accento tetezco, passare alle loro vere voci è un trauma. Dico sul serio. E’ meglio doppiato.

Caccia a ottobre rosso è un caso un po’ particolare. Qui lo perculano per l’accento russo farlocco, ma io non riesco a cogliere. Però negli anni 80 i doppiatori avevano quella voce ruspante, non super-ripulita in studio, che mi piaceva molto.

Per questo ci sono film che continuo a guardare in versione doppiata. Non ci sono santi. Ritorno al futuro, Ghostbusters, Grosso Guaio a Chinatown, Arma letale, La grande Fuga… Li so a memoria (davvero). Ho il terrore di guardarli in originale e amarli un po’ meno. Non oso nemmeno tirarli giù. Il mese scorso ho rifatto la cavalcata da Arma Letale 1 a 4, e li ho fatti in italiano. Stessa cosa per i classiconi. Questo inverno è toccato Il delitto perfetto, a La parola ai giurati, la stangata, lo spaccone, Arsenico e Vecchi merletti. Tutti in italiano, che mi piacciono quelle voci (son poi sempre le stesse…)

inevitabile cortocircuito

Al contempo, non esiste che mi guardi un film doppiato, adesso. Se è recente, lo voglio in inglese.

E mi chiedo: ho apprezzato tanto il doppiaggio passato perchè ero pischello e certe battute, certi plot o sketch erano nuovi ai miei occhi e quindi imparavo nuove parole, nuove situazioni si fermavano nella mia memoria e le apprezzavo per quello? O il doppiaggio è peggiorato negli ultimi, diciamo, dieci anni?

Per dire, negli anni 80 si parlava diversamente, d’accordo, ma a me sembrava di trovare un sacco di parole sconosciute, in quei film, parole che non sentivo in giro tutti i giorni, e che mi piaceva apprendere. Ora mi sembra di sentire sempre e solo le stesse frasi, le stesse parole. Sono io che sono migliorato molto (spoiler: si lo sono), o si è standardizzata la qualità? (un po’ come i vecchi Topolino: un sacco di parole che mi diverto ancora ad usare, ma che mai incroci nella vita di tutti i giorni: talleri, fedifrago, tanghero etc)

anche UACK non la si sente spesso in giro***

In conclusione.

Col doppiaggio ho chiuso. Ma mi fa piacere rotolarmi ancora tra le parole ben note di un film che ho amato. E quindi largo ai vecchi classici.

* Medical Division sta ceppa. MD è un titolo, come il nostro Dr, diciamo. Ma dopo mEdici in pRima linea non mi stupisco più di niente.

** in realtà secondo me è originale. Il setting mi piace, e non è la solita cazzata. E’ un urban fantasy pesantemente ucronico, al punto che il nostro mondo c’è e non c’è. Ma è fermo. Ho un setting che mi intriga, tre personaggi interessanti, due sistemi magici, valanghe di creature e 4 o 5 scene belle tamarre, ma non ho una storia. Non so bene che fagli fare, a questa gente. Quindi, prende polvere.

*** per dire, google mi dà 1.600.000 voci per “impazzito”, mentre per “ammattito” me ne dà solo 58000 e quattro “did you mean?”. Non proprio una parola quaotidiana.

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Pubblicato il giugno 17, 2012, in mumble mumble con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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