Archivio mensile:luglio 2012

L’erezione del Cavaliere Oscuro

– SPOILER FREE –

PREMESSA

Sono stato tentato di non parlare di “the dark knight rises“, un po’ perché quasi tutto quello che vorrei dire è stato scritto da Nanni su i400calci e dall’esperto Darth von Trier nella discussione scaturita nei commenti, un po’ perchè italia non lo avete ancora visto, un po’ perchè qui vorrei parlare di scrittura, non di cinema. Poi ho pensato “chissenefrega”,  e siccome finalmente ho un po’ di tempo (grazie, luglio deliriante) per aggiornare il blog, eccomi qua.

magari

Il bello di stare in America è che mi posso guardare molti film insieme al resto del mondo civile. Il brutto è che finisco per guardarmi in anteprima delle ciofeche, il che smorza parecchio l’entusiasmo per questo privilegio (John Carter from Mars, Snow White and the Huntsman, Prometheus… [no, il teen-emo Amazing Spiderman, con tutte le sue limitazioni sul versante action, nel complesso mi è piaciuto])

Nolan è bravo, e un film di quasi tre ore passa via senza pesare. Purtroppo per quanto mi riguarda fallisce clamorosamente nel metter in piedi un film su Batman. Il secondo film mostrava già il fianco, e col terzo l’errore è imperdonabile. La trama è accettabile (naif purtroppo, ma ho visto di peggio), e i comprimari (tanti) si lasciano gustare.

ma magari

Allora dov’è il problema? Il problema è che manca Batman. Qui c’è un vigilante che combatte, soffre, lotta e agisce nella notte per sventare i pericoli che minacciano la città. E che ha la curiosa e incomprensibile mania di farlo con un costume addosso. Batman dovrebbe essere un’altra cosa. Qui era fortissima (e fastidiosa) l’impressione che si ha guardando il telefilm di batman degli anni ’60. “Ma perchè cavolo prendono sul serio un tizio in maschera?” Infatti le scene miglirori dell’intera trilogia sono le poche in cui Wayne non ha il costume, e con un passamontagna in testa fa quello che sa fare lui.

no sul serio, magari

Se non crei un alone quasi mitologico attorno alla figura di Batman, rimane davvero solo un buffo omino violento in costume: se, pur essendo nato Bruce Wayne, il suo vero IO è il pipistrello, allora deve essere se stesso quano ha il costume, e in maschera come Bruce Wayne. Un po’ lo stesso discorso che fa Bill su Superman in Kill Bill 2: Batman non è nato Batman, ok, ma nelle storie che preferisco è Bruce Wayne il costume, la maschera, il travestimento. Qui non è così.

tipo così

Fallito in questo, il film non ha più motivo di esistere: è un bel film, se vi pare, scorrevole e ben fatto. Godetevelo, che io torno a leggermi Arkham Asylum.

note: ci sono alcuni WTF giganteschi che mi affossano anche la qualità del film stesso, ma siccome non posso citarli senza spoilerare, faremo finta che non esistano, ok? E leggetevi la rece di Nanni.

REAL Batman is not Amused

Ora, cose serie: qui c’è un’arbitraria classifica delle top 25 Stories del Cavaliere Oscuro. Non le ho lette tutte (non ho mai seguito regolarmente Batman, altro motivo per cui questa rece è molto corta e leggera), ma molte meritano davvero.

Alcune delle mie preferite:

IL RITORNO DEL CAVALIERE OSCURO: una storia fascista come solo Miller può tirare fuori, ma di una bellezza e malinconia uniche. Ha quasi 30 anni, ma spezza tuttora la schiena alle concorrenti, sorry.

BATMAN YEAR ONE: una riscrittura del primo anno di Batman. Lui e Gordon, una Gotham City sull’orlo del baratro. L’inizio, sempre by Miller (prima del suo goddamn Batman di All Star Batman, grazie al cielo). Se non l’avete letto, hey, your loss.

BATMAN ARKHAM ASYLUM: dentro all’Asylum i criminali hanno preso il controllo. E Batman scende all’inferno per recuperarli. Un viaggio cupo nella psiche folle dei nemici di Batman. O la psiche folle è quella del pipistrello? Non so decidere se è meglio la storia di Morrison o i disegni di McKean. Mi sa che dovrò leggerlo ancora, che tocca fare…

BATMAN THE LONG HALLOWEEN: by Loeb, sempre una riscrittura dei primi anni. Batman, Gordon, Dent. La mafia, l’emergere dei primi veri villains. Si, la trilogia di Nolan (i primi due film) vengono fuori da qui e da Year One, sia come storie che come atmosfera. SOLO CHE QUI BATMAN HA QUELL’ALONE LEGGENDARIO DI CUI SOPRA (e che lo rende più di un tizio mascherato)

BATMAN THE KILLING JOKE: ed ecco Alan Moore. Le più traumatiche scene del fumetto statunitense di quegli anni (poor Barabara) e, soprattutto, la genesi del Joker. No, dico.

BATMAN RED RAIN. Uno dei gioiellini di Elseword, by Moench. Una Gotham city est-europea, disperazione e condanna, sangue, vampiri, e lupi mannari. E Batman davvero Signore della Notte. Sembra una cazzata, e invece mi piace da impazzire, saranno i disegni di Jones

BATMAN HUSH: la storia in sé non è fantastica (scusa Jeph Loeb), ma è una lunga carrellata della famiglia di amici e nemici del Pipistrello. I disegni sono di Jim Lee, che è cafone, ma mi garba. E aiuta a seguire il mondo di Batman, che dopo 70 anni è peggio di beautiful.

Da leggere, anche se sono storie corali dell’intero DC universe (sopratutto Superman e JLA).

KINGDOM COME: i supereroi di un tempo si sono ritirati, e in campo ora ci sono tanti e tanti giovani supereroi violenti e incuranti dei deboli cittadini. Ma i titani di un tempo stanno per tornare. Che si può brevemente recensire come CAZZOFIGATA!

BATMAN/SUPERMAN GENERATIONS: 1000 anni dei due più grandi supereroi DC. Non so, serve altro?

NERDGASM:

DEAD END

The Order of the Stick by Rich Burlew

Questa settimana ho accennato a ilNarratore di un ecomic sui giochi di ruolo. Il giorno dopo, su plutonia, il buon Girola mi fa affogare nella nostalgia con un post sui giochi di ruolo. E nessuno dei due conosceva questo piccolo gioiello.

Mi sento quindi in dovere, da questo micro pulpito, di parlarne un minimo.

THE ORDER OF THE STICK di RICH BURLEW

dejavu

Un guerriero, un nano chierco, una ladra, un halfling ranger, un mago elfo(a?), un bardo. Ecco l’Order of the Stick, il più classico dei party in dungeons and dragons. La storia delle loro avventure, della lotta contro il Lich Xycon, il golbin RedCloak, la Linear Guild e la miriade di altri avversari in una campagna di DnD che usa tutto (e dico TUTTO) il classicame dei giochi di ruolo.

Nato come sketch autoconclusivi su battute per nerd, si è evoluto in una storia fantasy nel più classico dei setting di Dnd, con personaggi vivi e pulsanti, una trama che poco ha da invidiare alle mega saghe in millemila volumi e un umorismo surreale che lo rende immediatamente unico nel suo genere.

Belkar mon amour

Per dire, dopo un inizio fulminante, i personaggi si separano e hanno avventure separate. Lamentandosi che la trama non procede! In un volume intitolato Don’t split the party!

E’ ormai arrivato a più di 850 pagine (o strisce, o numeri, chiamatele come volete). Il suo punto di forza è il raccontare la storia di una campagna di gioco di ruolo, non una storia fantasy. I personaggi sanno delle regole che governano il loro mondo, e parlano di livelli, punteggi, clichè da avventura prestampata… il tutto mescolato con anacronismi deliziosi. Non accenno nulla, perchè alcune trovate sono letteralmente geniali e non voglio rischiare nemmeno il più piccolo spoiler. Mi limito a fare i miei complimenti per le seguenti scene: la storia di Miko, tutto il ciclo sul piano dei Celestiali. E il fottuttissimo powerup di Vaarsuvius.

fottutissimo powerup

Lo stile è volutamente stilizzato, ma l’autore si è evoluto moltissimo e con pochi tratti essenziali trasmette una ricchezza di dettagli per il setting, le emozioni dei personaggi e le creature che, pur lasciando il lavoro dannatamente comico, riesce a delineare punte di una epicità incredibile.

Purtroppo il buon Rich ha seri problemi di salute, e la pubblicazione sul sito è discontinua. Ma ehi, è gratis, è online, ed è una delle migliori storie fantasy degli ultimi cinque anni. Che altro volete.

abbuffatevi