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(B)Looper

nota 1. seguono spoiler.

nota 2. l’audio in sala era un casino, puo’ essere abbia frainteso qualche dettaglio.

ci sono molte cose che si possono infilare in un film fantascienzo sui viaggi nel tempo. Esplosioni, scene di azione, tette. E viaggi nel tempo.

Non si puo’ pero’ fare un film sui viaggi nel tempo senza logica. Ci sono varie versioni possibili di vaggio nel tempo, con effetti diversi e regole diverse. Non puoi paciugare proprio su quello.

Looper e’ un film fiacco, che infila delle idee interessanti e le sviluppa con una pigrizia, con una banalita’ soporifere (qualcuno ha detto In Time?).

gli effetti della logica in questo film

la trama in brevissimo: nel futuro i viaggi nel tempo esistono, ma sono cosi’ vietati che solo la mafia li usa, per commettere i suoi omicidi(mah). I looper ricevono questi pacchi dal futuro, li uccidono e li fanno sparire, finche’ un giorno il pacco sono loro stessi dal futuro. Ucciso il vecchio se stesso (chiuso il loop), i looper sono liberi dal contratto. Ora devono solo spender tutti i soldi che hanno accumulato finche’, tra una tentina di anni, la mafia li verra’ a cercare e li spedira’ indietro, per cancellare le prove del viaggio nel tempo (dont’ ask). Senonche’, quando vanno a prendere BruceWillis, ci ammazzano pure la moglie, e BruceWillis,  che e’ appunto BruceWillis e non un JosephGordonLevitt qualunque, si incazza, ammazza i sicari e decide di tornare indietro nel tempocomuqnue, per massacrare il Rainmaker (che e’ tipo il capomafia segretissimo e terrible del futuro) quando e’ ancora bambino (cof cof terminator cof cof).

JosephGordonLewitt non lo ammazza e parte il casino.

Al che la mafia dei looper comincia una caccia piuttosto comica che vede come prede sia il giovane che il vecchio (e inolte il giovane caccia comunque il vecchio). BruceWillis (che, per farla breve, ha tre indirizzi dei possibili bambini futuri rainmaker ma non sa quale sia quello giusto) inizia a uccidere i suoi bersagli uno per uno (cof coff Terminator cof cof) mentre il giovane che ha culo va direttamente da quello giusto, un bambino che vive in un campo di granturco nel Kansas con sua madre Sara (cof cof terminator cof cof). Ah gia’, il 10% della popolazione mondiale e’ ora loffiamente telecineta (nel senso che puo’ sollevare monetine o poco piu’) e la cosa non centra un cazzo per tutto il film, finche’ non si scopre che il bambino e’ invece un telecineta mutante di classe Ommadonna, e che sarebbe poi il motivo per cui riesce a diventare un megaleader nel futuro.

(Lo so, c’entra niente, ma lo sceneggiatore aveva visto Chronicle gli era partita la fissa, che vi devo dire. Sul serio, non c’e’ alcun bisogno di questa cosa. La trama scorre benissimo anche senza, probalmente meglio.  Serve solo per fare scene fighe con robe che volano)

KANEDAAAAAA!

Ok , ora vediamo l’ERRORE.

Il film ha nei primi 10 minuti una sequenza magistrale e dannatamenta angosciante, in cui un looper del futuro, lasciato fuggire dal looper del presente, viene braccato (dopotutto dobbiamo sapere in qualche modo quanto sia grave farsi scappare il proprio se stesso da vecchio, no?). E la caccia funziona cosi: si acchiappa il looper giovane, e gli si incide sul braccio un messaggio per il looper vecchio (tipo, fatti trovare nel tal posto alla tal’ora). Il messaggio, cicatrizzato, appare sul braccio del looper vecchio. Per rendere piu’ pressante l’invito, si taglia via pezzo per pezzo tutto il corpo del looper giovane, cosi che il vechio veda sparire prima le sue dita, poi il suo naso, poi i suoi piedi, poi polpacci e avambraccie e cosce etc, cosicche’ all’appuntamento ci si trascina un fagotto informe, e gli si spara in testa.

E io nel cinema vuoto (qui c’e’ l’uragano e non molti escono per andare al cinema) che penso: cazzofigata. E invece era solo un trappolone per convincermi a stare fino alla fine. C’era mica bisogno,  fuori vien giu’ che dio la manda, stavo fino alla fine comunque.

Insomma, la regola e’ questa: se torni indietro nel tempo e cambi qualcosa, cambia il futuro, come in Ritorno al Futuro. (infatti il vecchio looper non aveva cicatrici o altro, ma tornando indietro nel tempo causa quelle cicatrici al suo io giovane e quelle – puf – appaiono).

Ma alla fine si scopre che BruceWillis ammazzando tutti crea il RainMaker. Cioe’ come in Terminator. Pero’ nel suo futuro il RainMaker c’era gia’ (e lui non faceva niente per crearlo, lo sappiamo perche’ in un avantiveloce vediamo i 30 anni da quando – in teoria – JosephGordonLevitt uccide se stesso e inizia a spendere i suoi soldi trasformandosi in BruceWillis fino al momento dello scazzo furente di BruceWilis suo ritorno indietro per cambiare le cose). E allora chi lo aveva creato, nel futuro di BruceWillis?

INCORRECT!

Poi le somme cazzate.

1) ma se il viaggio nel tempo e’ cosi’ illegale che piu’ illegale non si puo’, com’e’ che la mammina ex viveur dispersa nel Kansas conosce i Looper?

boobies and gun

2) ma se non serve una piattaforma di arrivo per il viaggio nel tempo, (e infatti dal futuro i condannati arrivnao in mezzo ad un campo di grano), perche’ non mandare indietro un tuo uomo a mettere su un acciaieria, e spedire dal futuro la gente direttamente in un altoforno, invece di creare una oranizzazione di looper ad alto rischio che qualcosa vada storto ?

3) ma se non vuoi gente del futuro libera nel passato, perche’ sperdirli indetro vivi? mettigli una palla in testa un secondo prima di spedirli indetro, tanto sono legati e incappucciati, no?

4) ma se quando muore il looper giovane scompare vecchio, perche’ fare a pezzi pian piano il giovane per attirare il vecchio? spara al primo, risolvi entrambi i problemi, no?

5) ma se nessuno dell’oranizzazione e’ presente quando i looper uccidono e si sbarazzano dei cadaveri, e l’unica prova e’ la consegna del metallo prezioso (che dal futuro mandano indietro assieme al condananto, come pagamento), che motivo hai di uccidere te stesso, se non vuoi? Controlla il pagamento prima di sparare, tanto il tipo e’ sempre legato e incappucciato, se e’ d’oro (cioe’ se sei tu stesso. se argento e’ un anonimo tizio), prendi l’oro, slega te stesso e digli/ti di togliersi dai piedi.

6) ma perche’ fare uccidere un looper da se stesso? mandalo come anonimo condananto ad un altro looper, che non avra’ problemi di coscienza a farlo fuori.

7) ma com’e’ che l’altro looper cattivo ritorna alla fattoria? E prende Sara mentre JosephGordonLevitt ancora dorme?

8) ma davvero qualcuno pensa che, in qualsiasi universo narrativo, JosephGordonLevitt possa fare la pelle a BruceWillis?

Ultime note:

Non so se sia peggio il trucco per vecchio Weyland/Guy Pierce in Prometheus o quello con cui mi fanno il giovane BruceWillis sulla faccia di JosephGordonLevitt.

spot the differences

Grazie per la scena di sesso totalmente gratuita e appiccicata con lo sputo. Vi odio per averla solo accennata e poi sfumata a nero.

Un Looper Meglio Riuscito:

“se non fai il bravo ti appiccico la mia faccia in faccia”

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Stand-up comedians

Ultimamente guardo molti stand-up comedians.

Fanno ridere (non tutti), sono un buon esercizio per l’inglese e sono gratis su youtube.

Prima di inizare a cercare qualche nome, conoscevo solo George Carlin. Ora ne ho trovati una quindicina (di nomi, spettacoli molti di piu’)

Spulciando la rete se ne trovano tanti. Non tutti mi piacciono, ma alcuni mi hanno davvero divertito.

Inoltre mi piace cercare di capire perche’‘ facciano ridere. La maggior parte di loro racconta ovvieta’, o aneddoti personali piu’ o meno banali. Eppure si sorride. E a volte si ride proprio*.

Non mi interessa scrivere qualcosa di comico, ma mi piace notare come si muovono, le inflessioni della voce, le espressioni lessicali. E soprattutto, le pause. Ma no, provare proprio no. Non ho il piglio da stand-up comedian.

Qualche consiglio per allietarvi le serate.

Christopher Titus – Neverlution (2010)

Questo, pur trasudando americanismo, e’ forse quello che mi e’ piaciuto di piu’. A suo modo, ha provato a fare uno spettacolo sociale E divertente. Nel complesso niente male. E non e’ poco direi. Senza contare che va per 105 minuti live senza pause e senza gobbo. Riguardo al discorso che faceva Davide Mana l’altro giorno, qui Titus si da’ una risposta: se sei arrivato da qualche parte, se hai dato davvero il massimo, e’ perche’ un giorno qualcuno per cui provavi un briciolo di stima ti ha detto: ‘lascia stare, non vali granche’ . E tu ti sei rimboccato le manice e spaccato la schiena per arrivare un giorno a fargliele ingoirare, quelle parole. (traduco a memoria) Non so se e’ il massimo, come soddisfazione. Certo e’ che se mi arrivasse un  sms con scritto “trophies”, saprei cosa fare.

Jim Jeffries – Alchoolocaust (2010)

Questo australiano gioca tutto sull’assenza di valori. Beve, va a donnacce, e’ misogino, o’animalo. Mi fa sbragare. E’ una versione divertente delal comicita’ da cinepanettone, con la differenza che questa fa ridere. Forse perche’ un poco piu’ plausibile. Comunque. Lo show e’ un susseguirsi di racconti imbarazzanti in cui non Jim fa la figura del figo, semplicemente del debosciato. Se devo dirla tutta, mi ricorda Belushi.

Lewis Black – In God We Rust (2010)

Eccone uno che devo conoscere meglio. E’ di un altra generazione, e si sente. Ma il suo stile e’ molto paricolare. Lento, composto, quasi stanco. E poi, le piu’ meravigliose eruzioni di rabbia, bile e cinismo appaiono come un Krakatoa malvagio  tra una parola e l’altra. Il filo conduttore e’ meno evidente, siamo piu’ a livello del vecchio rincoglionito che si lamenta di tutto e di tutti come faceva mio nonno. E non fa ridere di per se’. Fa ridere per lo stesso motivo per cui io sbraco al monologo del Sgt.Maj Hartman in Full metal jacket. O agli sbrocchi di Clint Eastwood in Gran Torino. Perche’ lo spettacolo a pensarci bene e’ una lunga sequenza di elaborati insulti. E io lo adoro.

—–

* Inoltre sarebbe interessante parlare del fatto di come esser presnti in tanti (magari live) ad uno spettacolo del genere aumenta esponenzialmente la risposta allo stimolo, in questo caso del divertimento, ma vale per tutte le manifestazioni collettive.

Memento

I gesti dei vecchi, sempre così complicati[…]

Lezione 21 – Baricco

I vecchi quando accarezzano hanno il timore di far troppo forte.

Il Sogno di Maria – De Andre’

Non mi capita spesso di commuovermi (buuu, menzogna).

Ok, ok, mi si annebbia la vista se il passaggio che sto leggendo, la scena che sto vedento e’ particolarmente epica, evocativa, o toccante.

E un mio punto debole e’ sicuramente la vecchiaia. Sara’ che mi ci sento, sara’ che mi spaventa, sara’ che ci dobbiamo passare prima o poi, visto che l’alternativa non mi attira molto.

Quindi oggi ti parlo di un film che ovviamnete non uscira’ in Italia, ma che qui hio potuto vedere dietro casa nel multisala d’essay. Let me repeat that: multisala d’essay. Boom!

Questo non e’ un blog di cinema, quindi non aspettarti commenti sulla fotografia, la regia o la colonna sonora.

Robot and Frank

sinossi.

Frank, scassinatore in pesnione, vive solo. I suoi figli fanno quello che possono, ma una lavora in giro per il mondio, l’altro va a trovare il padre ogni settimana, ma sono 10 ore di viaggio e comunque piu’ che rassettare un po’ non c’e’ molto ceh possa fare.

Perche’ frank e’ vecchio, e l’Alzheimer se lo sta mangiando*

Ecco allora che un robot maggiordomo/infermiere si presenta come la soluzione. Ma la convivenza tra i due e’ molto meno semplice del previsto. E quando Frank risplovera le sue competenze giovanili, la faccenda si fa rischiosa…

Non e’ il film che mi aspettavo. Non e’ un Gran Torino col robot. Forse per questo che ero perplesso durante la visione.

Il fulcro del film non e’ il burbero rapporto tra Frank e Robot**, o i furti dell’improbabile duo, o i rapporti famigliari.

E’ un mix di tutto questo e, personalmente, un mix riuscito.

E’ un film delicato, che scorre via leggero pur trascinando (per me) macigni come la solitudine, l’invecchaire, il perdere i propri ricordi e la propria mente.

Mio nonno aveva l’Alzheimer ed e’ morto completamente dimentico e inconsapevole; l’altro non e’ piu’ molto presente e spesso non sa bene dove’e’ e con chi. Frank Lagella mi ha raccontato un mix dei miei due nonni, somigliandoci pure. E ringrazio Ford (sceneggaitura), che quando pensavo mi sarebbero scoppiati gli occhi di lacrime e avrei dato spettacolo in un cinema pieno di sconosciuti, mi ha rimesso in pace con il mondo.

Grazie Ford.

In breve:

Il film non e’ nella mia top ten, ma merita sicuramente una visione. Ed e’ tra le cose pi’ interessanti che ho visto negli ultimi mesi (capito, Prometheus?)

Il tema dell’invecchiare, del rimpianto, della perdita lenta ma irreversibile di noi stessi mi tocca sempre molto; per questo ti consiglio Lezione 21 (piazzato di prepotenza tra i miei film preferiti di sempre) che ha il potere di piegarmi ogni volta che arrivo al  monologo quasi-finale di John Hurt sulle note del quarto movimento della Nona.

Ma se volete davvero strapparvi il cuore, leggete il fumetto Rughe, di Paco Roca. Leggete a storia di Emilio, malato di Alzheimer, e della sua vita nella casa di riposo. Leggetelo e poi fustigatevi forte come ho fatto io, perche’ la commozione e’ dolce, ma l’invidia e’ una brutta bestia.

* ok, l’ A-word non viene mai pronunciata, ma sembra dannatamente quello.

** o tra Frank e chiunque altro se e’ per questo.

No reboot cercansi

Bisogna che riprenda i ritmi che mi ero prefissato. Due post di qua, uno di là. Ogni settimana.

Con questo weekend (Labor Day, weekend lungo) finiamo agosto. Da settembre ci riproviamo.

Ordunque.

Questa settimana Mr Giobblin sta scrivendo di reboot, prequel, sequel et cetera nel magico mondo di Hollywood.

Ed è vero che il problema  no idee nuove affligga il cinema.

Ma vediamo un po’ meglio.

Il megablockbusterone da millemila paperdollari ( e tutto il mercato di grossa dstribuzione) continua a pescare senza pietà storie già confezionate (da altri media o da film precedenti). Ma sappiamo benissimo che non è solo paura dei produttori, è anche quello che le gente vuole. Per poca curiosità, o perchè fan, o per il fatto che l’uomo preferisce riascoltare la stessa vecchia storia (o canzone) ancora e ancora, piuttosto che una nuova.

Se uno guarda più in basso, non è che le idee nuove manchino. Certo, sono in mezzo a ciarpame, idee vecchie come il cucco, film scritti male e recitati peggio. Ma in IMDB, nella categoria fantascienza, elenca più di 200 film in uscita da qui a due anni.  Ora, ci saranno un sacco di film che ricadono nei casi citati da mr Giobblin (il remake di cortocircuito, santoddio) ma, personalmente, qualche titolo per cui sono curioso c’è.

Vediamone qualcuno.

C’è Fraktalus, di James Ward Byrkit: A motley group of astronauts travel unimaginable distances across time and space on a quest for a glimpse of something beyond known reality.

Magari è una cazzata pretenziosa. Ma non può essere peggio del remake di Total Recall (si l’ho visto. si salva solo la bocca della Biel. per il resto, sangue dagli occhi).

 

 

Forse vale la pena di vedere The Vanquisher di Dean Gold (che peraltro credo altrove sia già uscito): Sector 70 is a noir-ish dystopian future where prosperity belongs to the few – and those determined to take it. Jarron Brenner did well by the system until his body was invaded by the technology he helped to sell. After a series of traumatic events, a mysterious agent Miranda May takes it upon herself to help save Jarron’s life. Soon, however, they find themselves hunted by the shadowy forces of an alien conspiracy.

Può essere peggio di Prometheus? Ne dubito forte.

Uscirà Brave New World: RevolutionAfter super-villains obliterate Chicago in 1976, those Americans fortunate enough to have powers must either work for the US government or go underground. Today, the legendary Patriot leads the rebellious Defiance against his former masters, the sanctioned super-powered operatives known collectively as Delta Prime. When the Primers capture Patriot, his friends must find a way to break into the toughest super-prison ever created-or watch him be executed before the entire world.

Sembra una roba di supereroi e supermazzate. Quindi io già lo promuovo. E potrebbe essere più serio di Avengers, e meno pesante di The Dark Knight Rises. Che sarebbe anche il caso.

Skate God. Solo per la trama un’occhiata gliela darò: A skateboarder in a dystopian future comes into self-discovery he is the scion of a Greek god and must use his new found powers to stop an arcane society from taking over mankind.

(cioè, MACCOSA?) a meno che non sia un teen movie tipo Percy Jackson, per restare nelle cagate tirate fuori da altri media

 

C’è The prototype, per cui ho una fotta notevole e vi agevolo il trailer.

 

Poi si inizia ad andare a naso. Di questi due non si sa una fava, ma le locandine mi tittillano il giusto:

Logic of Being, e the Last Immortals

 

Purtroppo saranno robe pressoché non distribuite, o in tre sale in croce. Per due spettacoli pomeridiani.

Però se Multivac ci assiste, magari qualcosa di decente salta pure fuori.

—-

Nota importante: io ho provato a cercare se i film succitati sono trasposizioni di libri o videgiochi o fumetti (no, Brave New World revolution non è di Huxley – o almeno, mi auguro davvero che con quella trama l’ispirazione sia altra), e mi pare di no.

Ma se qualcuno ne sa più di me, prego di correggere.

L’erezione del Cavaliere Oscuro

– SPOILER FREE –

PREMESSA

Sono stato tentato di non parlare di “the dark knight rises“, un po’ perché quasi tutto quello che vorrei dire è stato scritto da Nanni su i400calci e dall’esperto Darth von Trier nella discussione scaturita nei commenti, un po’ perchè italia non lo avete ancora visto, un po’ perchè qui vorrei parlare di scrittura, non di cinema. Poi ho pensato “chissenefrega”,  e siccome finalmente ho un po’ di tempo (grazie, luglio deliriante) per aggiornare il blog, eccomi qua.

magari

Il bello di stare in America è che mi posso guardare molti film insieme al resto del mondo civile. Il brutto è che finisco per guardarmi in anteprima delle ciofeche, il che smorza parecchio l’entusiasmo per questo privilegio (John Carter from Mars, Snow White and the Huntsman, Prometheus… [no, il teen-emo Amazing Spiderman, con tutte le sue limitazioni sul versante action, nel complesso mi è piaciuto])

Nolan è bravo, e un film di quasi tre ore passa via senza pesare. Purtroppo per quanto mi riguarda fallisce clamorosamente nel metter in piedi un film su Batman. Il secondo film mostrava già il fianco, e col terzo l’errore è imperdonabile. La trama è accettabile (naif purtroppo, ma ho visto di peggio), e i comprimari (tanti) si lasciano gustare.

ma magari

Allora dov’è il problema? Il problema è che manca Batman. Qui c’è un vigilante che combatte, soffre, lotta e agisce nella notte per sventare i pericoli che minacciano la città. E che ha la curiosa e incomprensibile mania di farlo con un costume addosso. Batman dovrebbe essere un’altra cosa. Qui era fortissima (e fastidiosa) l’impressione che si ha guardando il telefilm di batman degli anni ’60. “Ma perchè cavolo prendono sul serio un tizio in maschera?” Infatti le scene miglirori dell’intera trilogia sono le poche in cui Wayne non ha il costume, e con un passamontagna in testa fa quello che sa fare lui.

no sul serio, magari

Se non crei un alone quasi mitologico attorno alla figura di Batman, rimane davvero solo un buffo omino violento in costume: se, pur essendo nato Bruce Wayne, il suo vero IO è il pipistrello, allora deve essere se stesso quano ha il costume, e in maschera come Bruce Wayne. Un po’ lo stesso discorso che fa Bill su Superman in Kill Bill 2: Batman non è nato Batman, ok, ma nelle storie che preferisco è Bruce Wayne il costume, la maschera, il travestimento. Qui non è così.

tipo così

Fallito in questo, il film non ha più motivo di esistere: è un bel film, se vi pare, scorrevole e ben fatto. Godetevelo, che io torno a leggermi Arkham Asylum.

note: ci sono alcuni WTF giganteschi che mi affossano anche la qualità del film stesso, ma siccome non posso citarli senza spoilerare, faremo finta che non esistano, ok? E leggetevi la rece di Nanni.

REAL Batman is not Amused

Ora, cose serie: qui c’è un’arbitraria classifica delle top 25 Stories del Cavaliere Oscuro. Non le ho lette tutte (non ho mai seguito regolarmente Batman, altro motivo per cui questa rece è molto corta e leggera), ma molte meritano davvero.

Alcune delle mie preferite:

IL RITORNO DEL CAVALIERE OSCURO: una storia fascista come solo Miller può tirare fuori, ma di una bellezza e malinconia uniche. Ha quasi 30 anni, ma spezza tuttora la schiena alle concorrenti, sorry.

BATMAN YEAR ONE: una riscrittura del primo anno di Batman. Lui e Gordon, una Gotham City sull’orlo del baratro. L’inizio, sempre by Miller (prima del suo goddamn Batman di All Star Batman, grazie al cielo). Se non l’avete letto, hey, your loss.

BATMAN ARKHAM ASYLUM: dentro all’Asylum i criminali hanno preso il controllo. E Batman scende all’inferno per recuperarli. Un viaggio cupo nella psiche folle dei nemici di Batman. O la psiche folle è quella del pipistrello? Non so decidere se è meglio la storia di Morrison o i disegni di McKean. Mi sa che dovrò leggerlo ancora, che tocca fare…

BATMAN THE LONG HALLOWEEN: by Loeb, sempre una riscrittura dei primi anni. Batman, Gordon, Dent. La mafia, l’emergere dei primi veri villains. Si, la trilogia di Nolan (i primi due film) vengono fuori da qui e da Year One, sia come storie che come atmosfera. SOLO CHE QUI BATMAN HA QUELL’ALONE LEGGENDARIO DI CUI SOPRA (e che lo rende più di un tizio mascherato)

BATMAN THE KILLING JOKE: ed ecco Alan Moore. Le più traumatiche scene del fumetto statunitense di quegli anni (poor Barabara) e, soprattutto, la genesi del Joker. No, dico.

BATMAN RED RAIN. Uno dei gioiellini di Elseword, by Moench. Una Gotham city est-europea, disperazione e condanna, sangue, vampiri, e lupi mannari. E Batman davvero Signore della Notte. Sembra una cazzata, e invece mi piace da impazzire, saranno i disegni di Jones

BATMAN HUSH: la storia in sé non è fantastica (scusa Jeph Loeb), ma è una lunga carrellata della famiglia di amici e nemici del Pipistrello. I disegni sono di Jim Lee, che è cafone, ma mi garba. E aiuta a seguire il mondo di Batman, che dopo 70 anni è peggio di beautiful.

Da leggere, anche se sono storie corali dell’intero DC universe (sopratutto Superman e JLA).

KINGDOM COME: i supereroi di un tempo si sono ritirati, e in campo ora ci sono tanti e tanti giovani supereroi violenti e incuranti dei deboli cittadini. Ma i titani di un tempo stanno per tornare. Che si può brevemente recensire come CAZZOFIGATA!

BATMAN/SUPERMAN GENERATIONS: 1000 anni dei due più grandi supereroi DC. Non so, serve altro?

NERDGASM:

DEAD END

Sci-fi Ranking

Ancora prono per la delusione di Prometheus, ieri ho iniziato a spulciare l’elenco SCIFI di IMDB. Di imdb non mi fido molto, di solito preferisco rotten tomatoes, ma ultimamente orde di fanboy mi stanno inziando a falsare gli indici di gradimento pure li’; inoltre su RT non c’e’ una lista SCIFI, ma il generere e’ accorpato al Fantasy (shame on you, rotten tomatoes).

I Can’t get enough of you, Baby

Dunque, sono arrivato a 2500 titoli (su 5000 e rotti), elencati per gradimento degli utenti. La prima cosa che vorrei farti notare e’ che la definizione di fantascienza di imdb e’ talmente lasca che in mezzo ci finiscono pure tutti i film di supereroi, horror e thriller basta che abbiano qualche lucina laser o siano ambientati ad cazzum qualche anno nel futuro.

Ovviamente la maggior parte non l’avevo nemmeno mai sentita nominare, e sono piuttosto convinto che ci siano abbondanti ciofeche. La lista non l’ho finita, ma arrivato a titoli come Frankenhooker* o Il pianeta dei morti vivi, diciamo che ho una buona probaibilità di essere verso il fondo del barile.

Innanzitutto devo ammettere che ne gli ultimi anni sono usciti una caterva di film scifi indipendenti, e molti sto cercando di reperirli, ma non e’ proprio semplice.

Poi, buona parte di quello che ho visto, puo’ catalogarsi come segue: Hell Yeah! = film che ingasano il 15enne che e’ in me e mi fan saltare sulla sedia in una eruzione di popcorn e testosterone. Mind blown = film basati una idea eccezionale. O con una trama attorcigliata allo spasimo. Comunque film che ti inchiodano li’ e ti fanno pensare davvero a quel che stai vedendo.

(ci sarebbero altre due categorie, Meh e Gghh, la prima per i filmetti senza ne’ cuore ne anima, ma comunque fatti da onesti mestieranti che ti intrattengono giusto ricompensandoti per le due ore che ti rubano [film come Io,robot; Lost in Space, Splice, Space Truckers, Indipendence Day, Titan AE etc]; la seconda e’ per le ciofeche senza appello come Equilibrium, In Time, the Chronicles of Riddick, Mission to Mars, Priest e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, che qua la lsita e’ lunga)

Ordunque, qui sotto ti elenco la mia personalissima doppia classifica. E mi piacerebbe mi consigliassi qualche bel film che possa entrare a farne parte. (non c’è un ordine interno, dipende dal mood del momento. Nessuno può avere IL film, così come non si può avere IL libro**)

(si, ho visto un botto di altra roba, da Eliminators a Black Hole, da Dante 01 a Cargo. Ma è roba che non si avvicina manco per sbaglio alla top 24

Hell Yeah Mind Blown
Star wars (solo i vecchi) Se mi lasci ti cancello
Ritorno al futuro  (trilogy) 2001: Odissea nello spazio (e anche 2010 l’anno del contatto, via)
District 9 Donnie Darko
Blade Runner La cosa
Terminator 1&2 Triangle
I figli degli uomini L’esercito delle 12 scimmie
Matrix Il Villaggio dei Dannati
Serenity Les Cronocrimenes
The Avengers Moon
Aliens The Man from Earth
Ghost in the shell Alien
Predator WALL·E (la prima metà)
Minority Report Gattaca
Abyss Dark City
Il Quinto Elemento Butterfly Effect
Robocop Il Pianeta Proibito
Total Recall immortal ad vitam
Flash Gordon Source Code
Strange Days Metropolis (2001)
Pitch Black A Scanner Darkly
Guida Galattica Per Autostoppisti 9
Salto nel Buio Existenz
Demolition Man Event Horizon
Doomsday Codice 46

Tra le prossime visioni, ecco i film che mi hanno incuriosito, che sono sul mio HD da un po’ ma che per un motivo o per l’altro non ho ancora guardato: Reinassence, Memories, Robotto Kanibaru , Broken  Saints, Iron sky, Attack the block, Monsters.

Se li conosci, fermami prima di buttare via del tempo

* che vista la trama (uno studente di medicina riporta in vita la findazata morta usando pezzi di prostitute) magari vale pure la pena

** a parte “Il conte di Montecristo”, ma quella è un’altra faccenda

Prometheus (il figlio scemo di the Dig)

Oggi ti parlo di Prometheus.

Ahem:

Fa. Schifo.

Là, l’ho detto. Che siccome è una costola del mondo di Alien, quasi nessuno lo spernacchia forte come dovrebbe (Nanni l’ha fatto). Si sentono valanghe di coff coff, beh insomma, eh diciamo… Invece si dovrebbe sentire questo, e fortissimo pure.

E di film fantascienzi che barcollando e zoppicando tentavano di portare a casa un risutato ne ho visti tanti. Ma nessuno aveva alle spalle quel budget, quella base di ascolti assicurata e quelle idee (di base) così ben riuscite. Il punto è che se uno guarda Prometheus e ci toglie quel poco dell’universo di Alien che filtra tra una fesseria e l’altra, non trova niente. Il vuoto.

Questo fa incazzare. Per l’ennesima volta tocca vedere la fantascienza ridotta a fettuccina, una storeilla esile esile, con personaggi che manco hanno il piglio dei pg clichè anni ottanta (the abyss? la cosa? io mi ricordo metà dei pg di ogni crew, anche solo per le cagate come: il topo subbaquo, lo ska nel walkmen sui pattini a rotelle, l’anello nel cesso con l’acqua blu, il gioco pc con gli scacchi più pallosi del mondo. qua niente. Li noti perchè sono scemi. Ma proprio tipo il cugino ritardato che ti mette in imbarazzo ai pranzi con gli amici di famiglia. Lo noti, e lo cancelli).

Poi un piccolo rant hard-sci fi/soft sci-fi: giocare con la biologia in maniera seria è più difficile che con le scienze “dure”, infatti i più classici esempi di H SF vertono su fisica e chimica, molto meno sulla wet science. PERO’ QUALCOSA DI PIU’ COMPLESSO DI ESPLORANDO IL CORPO UMANO, SANTODDIO! Se fai fantascienza che vira all’H Sci Fi (perchè siamo lontani anni luce dal lavoro scanzonato di Farscape o Firefly), non mi mettere le cazzate marchiane.

Già che ci sei, non crearmi una storia col Gira la Trama (il Gira la Moda con le idee che ti sei costruito copincollando le cose più carine degli ultimi 30 anni).

E per l’amor di dio, personaggi! Magari anche cagacazzo, ma non imbecilli. Non tutti! Alla faccia della missione costosissima con equipaggio scelto.

Ora, come hai notato non ho messo manco la più piccola indicazione, riferimento, spoilerino. Niente.

Ne piazzo uno pesante qui.

Attento.

Non leggere.

THE DIG (1995)

il più bel gioco della Lucasart (non per niente scritto da Spielberg, coi dialoghi di O.S.Card e una manona di B.Moriarty).

la storia è il dramma (è un gioco cupo) di questi tre astronauti, parte della crew che è stata spedita nello spazio a far saltare con le bombe un asteroide in rotta di collisione sulla terra, che vengono trasportati dall’asteroide (in realtà una nave spaziale a dodecadro) su un lontano pianeta,

dove una razza avanzatissima e intelligentissima (che può perfino ricreare la vita) si è estinta (ma la tecnologia che sta pian piano decadendo è ancora lì. tecnologia di pietra). I pg cominciano a fare gli xenoarcheologi e alla fine rispuntano pure gli alieni,  (che sono ancora vivi). [e per amor tuo taccio di spoilerare tutte le similitudini che non si deducono dal trailer]

MA DICO IO

-visto che avete deciso di riempire The Dig di roofies, portarvela a letto, filmarla e poi fare shhhhhhh

-visto che The Dig ha rischiato di diventare una puntata di Amazing Stories ed è anche stato lì lì per diventare un film dal costo – purtroppo- proibitivo

-visto che alla fin fine è la stessa storia, senza gli alieni fregnofallici di Giger ma con personaggi più credibili (e stiamo parlando di una missione spaziale con una VANGA in dotazione…)

FARE IL FILM DI THE DIG, NO?

(nota. ci sono molte altre inquadrature che mi hanno fatto urlare THE DIG nella testa, mentre guardavo il film. purtroppo non le trovo online, e quindi posto quel che riesco. ma sappiate che ci sono)

OK, questa in the Dig non c’è ed è un peccato

Io e Ridely Scott non siamo più amici.

Thundercats (then and now)

Negli anni ’80 ci si drogava coi cartoni giapponesi.

Ma c’erano 3 serie americane che mi avevano messo una fotta notevole. E non mi sono mai azzardato a cercarle per riguardarle perchè il terrore che siano invechiate male mi ferma ogni volta.

La mia preferita (e che potrebbe essere rimasta guadabile) era I RANGER DELLE GALASSIE.

Western futuristico, con alieni,  cybersetting e il comprimario ombroso (o – come lo chiama il Doc nel suo Antro – bassista carismatico) più figo degli anni 80. Il gruppo era così composto:

Zachary Fox, capitano. Braccio bionico e moglie rapita dal cattivo.

Shane Gooseman: creato in laboratorio in un gruppo di supertrooper (l’ultimo sano della covata), healing factor, mutaforma, assorbi energia e badass a volontà.

Niko: redhead con i poteri psionici. Faceva l’archeologa, se non vado errato.

Watler Harford. Esperto di armi bianche, e combattimento in generale. Supregenio dei computer, capace di interfacciarsi e controllarti a volontà

E il theme song si chiama “NO GUTS, NO GLORY” fate voi…

Poi c’erano i SILVERHAWKS

Non avevano senso, d’accordo. Svolazzavano qua e la in uno spazio in cui respiravano tutti e sparavano dalle spalle, scopiazzando la classica forlmula giappo del gruppo a leader figo, secondo ombroso, gnocca combattente, gigante buono e bambino saputello. Però erano tutti cromati e avevano la visiera a scomparsa e le alette sotto le ascelle (che nel vuoto sono molto utili, immagino)

Quicksilver: con la corazza chiara chiara e il falco bionico sulla spalla, fa il capo.

Col. Bluegrass. Non vola, ma fa il pilota (suonando la chitarra e col cappello da cowboy!). La sua corazza vira al blu.

Steelhearth and Steelwill. gemelli (eterozigoti, imagino) con legame empatico, picchi uno e vien giù anche l’altro (che non è bello in battaglia). Hanno il cuore in acciaio. Corazza sul grigio.

Copper Kidd. Il bambino qui è un alieno, che non parla m zufola. Ovviamente corazza color rame.

In più c’era il capitano che sta sempre in ufficio con i vestiti buoni, il Comandante Stargazer.

Questa è sicuramente invecchiata male.

E poi c’erano loro. THUNDERCATS.

Chi non ha mai giocato urlando thunder thunder thundercats oooohhhhh non è più mio amico. (il look è drammaticamente anni ’80, lo so. Ma almeno non ci sono gli scaldamuscoli da Shaina dell’Ofiuco)

I principali erano:

Lion-o: grosso e figo, basato su un leone (ma dai!), con il guanto artigliato e la spada che si allunga con gemma onniveggente + batsegnale.

Tygra (in Italia, Tygro): quello intelligente, lo scienziato combattente del gruppo, e pure coi poteri mentali.

Panthro: il combattente figherrimo del gruppo, e anche meccanico e ingegnere. Imbevuto fino al midollo del codice d’onore dei thundercats.

Cheetara: l’unica doona per la prima parte della serie, combattente esperta, dotata di senso pratico e un sesto senso che le permetteva di sapere se qualcuno era in pericolo. Superveloce e tanto gnocca. E ha giustamente un debole per lo scienziato Tygra.

WilyKit and WilyKat, che non sono invecchiati nelle loro capsule ad animazione sospesa, sono i due marmocchi gemelli, che combattono con trucchi e astuzia.

Ora, tutto questo per dire che sta per concludersi la prima stagione del reboot dei Thundercats.

Agevolo trailer.

Il rischio bimbominchiata è alto, soprattutto per il fatto che a tutti i personaggi sono stati tolti dieci anni buoni (e li hanno messi tutte sulle spalle di Panthro, poveraccio), Inoltre 10 a 1 che Cheetara va con Lion-O, stavolta. E ovviamente l’influenza manga si vede: Mum-ra faceva molta più paura negli anni 80, ma non si può avere tutto.

Credo che farò un tentativo.

 Thunder Thunder Thundercats OOOHHHH.

Comunque Cheetara è sempre gnocca, e questo rassicura.

Spunti(4): i dialoghi

John Oldman e il giurato numero 8

Oggi ti parlo di loro.

Il primo nasce dalla penna di Jerome Bixby nei primi anni ’60 e impiega fino al ’98 per vedere la parola ‘Fine’ nella sua storia (parola sussurrata da Bixby sul letto di morte); il secondo arriva tra noi quasi sessanta anni fa, nella sceneggiatura di Reginald Rose (e vivrà più vite, una per ogni regista che lo porterà su schermo).

Le storie di oggi vengono da due film, le puoi guardare in una serata sola, se vuoi. The man from Earth, scritto da Bixby e girato nel 2007 da Richard Schenkman, e La parola ai Giurati, dalla sceneggiatura di Rose e nella versione del 1957 di Sidney Lumet.

Sono due film teatrali: l’intera storia si svolge in una stanza (o poco più). Non ci sono flashback, non ci sono stacchi su altri ambienti. I personaggi si ritrovano, cominciano a parlare e tu vieni portato via.

La costruzione dei dialoghi è magnifica. I personaggi sono praticamente inesistenti (dei giurati non sappiamo nemmeno il nome), ma incarnano personalità così vicine a te da trovare subito un posto nella tua personale galleria. I veri personaggi qui sono le idee, che combattono a colpi di arzigogoli e ricostruzioni mentali per annullare le avversarie e restare le sole dominatrici del campo.

alla faccia degli effetti speciali

Di che parlano:

Man from Earth è il racconto di una piccola festa d’addio molto privata: il professor Oldman (nomen omen) si sta per trasferire e i suoi amici (tutti colleghi professori) si presentano a casa sua per salutarlo, visto che lui aveva snobbato il party d’addio e stava per partire alla chetichella.

Gli amici non capiscono perchè se ne voglia andare. E insistono. E il buon Oldman, che non ha mai avuto amici così stretti in tutta la sua lunga vita,  prova a rispondere. Con una domanda: E se supponessimo che un uomo dal Paleolitico Superiore fosse sopravvissuto fino ai giorni nostri?

Gli altri professori lo prendono come un esercizio intellettuale e, ognuno nella propria specializzazione, cercano di smontare la teoria di John. Solo che John pare avere una risposta plausibile per ogni obiezione…

"è finito il Ciobar"

La Parola ai Giurati è il racconto di un gruppo di giurati, al termine di un processo per omicidio di cui tu non sai nulla, che deve decidere il destino dell’imputato. E deve farlo all’unanimità.

Da quel che hai intuito, la colpevolezza sembra evidente. I giurati votano e undici mani si alzano. Poi il giurato n°8 si alza e, invece di votare, comincia a esporre i suoi dubbi.

Comicia la battaglia di un’idea contro l’altra, portata avanti all’inizio un uomo solo: un uomo che non si uniforma alla massa, che segue il suo pensiero e che combatte tenacemente perchè gli altri, se vogliono essere sicuri delle loro certezze, smontino prima i suoi dubbi.

E i due schieramenti (colpevole/innocente) si faranno guerra spietata per conquistare fino all’ultimo voto.

"qualcuno ha bisogno del bagno?"

La costruzione dei personaggi mi spaventa sempre. E’ molto più facile descrivere e rendere avvincenti delle azioni. Ma è il personaggio che ci conquista e ci rende meorabili quelle azioni: se il personaggio è una sagoma di cartone, ogni sua sofferenza, ogni suo sforzo, ci lascerà indifferenti o peggio ancora, annoiati. Far sentire i brividi lungo la schiena al lettore quando il personaggio è in pericolo, fagli sentire rabbia quando il personaggio è ingiustamente punito, commuoverlo quando il personaggio soffre è per me di una difficoltà notevole.

Qui un gruppo di sconosciuti inizia a parlare. Ci frega qualcosa di ciò di cui parlano? La sfida c’è (riuscirà Oldman a convincere i suoi colleghi? Riuscirà il n°8 a non far condannare l’imputato?), ma gli autori hanno solo gente che parla per rendermela avvincente. Possono farmi soffrire, gioire, preoccupare per gente che parla? E farmi immedesimare in loro?

8-12 persone, una stanza, 1.30 di tempo. Tu sapresti tenere vivo l’interesse di uno spettatore a colpi di dialogo? Loro sì.