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The First Law trilogy by Joe Abercrombie

SPOILER FREE

Finalmente libero.

Ogni tanto mi capita: casco dentro ad un libro e non riesco a uscirne fino a che non ho letto l’ultima pagina. Il che significa che ogni momento libero viene passato a leggere, significa  che leggo camminando, che allungo le pause al lavoro, che gli impegni vengono rimandati o (meglio) cancellati in favore di una pagina letta in più… insomma, non faccio altro che leggere, lavorare e dormire (mangiare non conta, lo faccio leggendo, così come tutto quello che non richiede due mani).

Però ammetto che quando mi capita, il libro mi piace assai, e la cavalcata sulle sue righe è spossante e entusiasmante al tempo stesso.

Questo per dire che la trilogia della First Law di Joe Abercrombie è una figata pazzesca. Un po’ perchè la mia sensibilità è cambiata, un po’ perchè ha dei personaggi dannatamente buoni, un po’ perchè Joe scrive asciutto e diretto, questa serie di tre libri finisce diretta al primo posto nella mia hit parade fantasy personale*.

[questa non è una recensione. non posso fare una recensione senza metterci qualche rivelazione qua e là, e ho talmente apprezzato i twist (e le improvvise secchiate di merda su questi personaggi) che non mi sogno nemmeno di rovinarli al prossimo]

La storia la sapete: un vecchio mago raduna un barbaro sanguinario, un giovane ingenuo, una guerriera segnata e un viaggiatore spensierato, e parte per una quest, mentre l’Unione è sconvolta dalla guerra e le armate dell’oscuro signore di turno si profilano all’orizzonte.

C’è tutto. Ogni singolo archetipo. Ogni scena classica di battaglia, complotto, epica magia, ascesa sociale, tortura. Se mi chiedeste, “ehi, ma la [inserire scena stra-abusata] c’è?” La risposta è SI. Sicuramente c’è.

Il problema è che Joe non lascia in piedi una sola delle costruzioni-cliché di questo tipo di storia.

Sembra di leggere il Belgariad. Dopo averlo frullato con filo spinato, letame, cocci di vetro, benzina e avergli dato fuoco.

Fidatevi, è difficile dimostrarvelo senza spoiler, ma leggere questi libri è come ricevere una lunga serie di manrovesci sulla bocca, mentre si è costretti a inghiottire manciate di merda e sassi. E Joe fa tutto questo lasciandoti una voglia matta di riceve il ceffone successivo. O la prossima fumante cucchiaiata.

Come? presto detto. In un mondo che più classico non si può (ma che viene descritto solo a spizzichi e bocconi, piano piano nel corso della trilogia) seguiamo i POV di alcuni personaggi mirabilmente descritti. Memorabili, per vari motivi. Ma principalmente perché sono delle merde bastarde che cercano di cavarsela come possono in un mondo che definire stronzo è poco. A suo modo quindi, realistico. E in un mondo plausibile, non c’è da aspettarsi altro. Per dirla con Logen Ninefingers, “You have to realistic about these things.”

Mi rendo conto di essere volgare. Ma ho appena finito il terzo libro. E se negli altri due le cose erano grigie e dure, qui si passa attraverso una lunga sequenza di carognate, di ingiustizie, di sopraffazioni e di pure e semplici sfighe cieche per cui l’uso di altri termini sarebbe un eufemismo**

I personaggi sono credibili, crescono e soffrono davanti ai nostri occhi, e per quanto bastardi riusciamo sempre a identificarci con i POV narranti; non ci sono malvagi fini a sè stessi (e a ben vedere, non ci sono nemmeno buoni).

Personalmente ho adorato lo storpio e deforme Sand dan Glokta, e credo che sarà dura tenerlo fuori dalle mie storie. Diavolo, quel personaggio è tutto quello che vorrei saper scrivere io. O quasi. Il resto è Logen “the Bloody-nine” Ninfingers.

Era tanto che non mi affezionavo così a dei personaggi. Mi mancano già.

Sono 3 libri, circa 1500 pagine, scritte in un inglese scorrevolissimo***. Io me le le sono mangiate in due settimane, e ora ho quella famigliare sensazione di leggerezza e affanno dopo la corsa; di tristezza ed abbandono per essere ormai fuori da un mondo che avevo fatto diventare la mia casa negli ultimi giorni.

I libri sono: “the blade itself“, “before they are hanged” e “last argument of kings“. Leggeteli. Sul serio.

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* si, anche meglio di quel che mi ricordo dell’attualmente in voghissima Martin. Confesso di non aver letto gli ultimi libri, ma ho fermamente giurato a me stesso “mai più una serie se non ho in mano anche l’ultimo libro” (Grazie, Jordan. Che sei pure morto e tirarti gli accidenti è di cattivo gusto, damn).

**no, sul serio. leggetevi il finale. e poi ditemi che non ho ragione, coraggio.

***Non aspettate l’edizione italiana. Il buon Ewan su scrittevolmente informa che la Gargolye inizierà a pubblicarli partendo da uno dei romanzi autoconclusivi ambientati dopo la trilogia, spoilerandone allegramente il finale. E, sul serio, questa è una serie che non volete farvi spoilerare.