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Memento

I gesti dei vecchi, sempre così complicati[…]

Lezione 21 – Baricco

I vecchi quando accarezzano hanno il timore di far troppo forte.

Il Sogno di Maria – De Andre’

Non mi capita spesso di commuovermi (buuu, menzogna).

Ok, ok, mi si annebbia la vista se il passaggio che sto leggendo, la scena che sto vedento e’ particolarmente epica, evocativa, o toccante.

E un mio punto debole e’ sicuramente la vecchiaia. Sara’ che mi ci sento, sara’ che mi spaventa, sara’ che ci dobbiamo passare prima o poi, visto che l’alternativa non mi attira molto.

Quindi oggi ti parlo di un film che ovviamnete non uscira’ in Italia, ma che qui hio potuto vedere dietro casa nel multisala d’essay. Let me repeat that: multisala d’essay. Boom!

Questo non e’ un blog di cinema, quindi non aspettarti commenti sulla fotografia, la regia o la colonna sonora.

Robot and Frank

sinossi.

Frank, scassinatore in pesnione, vive solo. I suoi figli fanno quello che possono, ma una lavora in giro per il mondio, l’altro va a trovare il padre ogni settimana, ma sono 10 ore di viaggio e comunque piu’ che rassettare un po’ non c’e’ molto ceh possa fare.

Perche’ frank e’ vecchio, e l’Alzheimer se lo sta mangiando*

Ecco allora che un robot maggiordomo/infermiere si presenta come la soluzione. Ma la convivenza tra i due e’ molto meno semplice del previsto. E quando Frank risplovera le sue competenze giovanili, la faccenda si fa rischiosa…

Non e’ il film che mi aspettavo. Non e’ un Gran Torino col robot. Forse per questo che ero perplesso durante la visione.

Il fulcro del film non e’ il burbero rapporto tra Frank e Robot**, o i furti dell’improbabile duo, o i rapporti famigliari.

E’ un mix di tutto questo e, personalmente, un mix riuscito.

E’ un film delicato, che scorre via leggero pur trascinando (per me) macigni come la solitudine, l’invecchaire, il perdere i propri ricordi e la propria mente.

Mio nonno aveva l’Alzheimer ed e’ morto completamente dimentico e inconsapevole; l’altro non e’ piu’ molto presente e spesso non sa bene dove’e’ e con chi. Frank Lagella mi ha raccontato un mix dei miei due nonni, somigliandoci pure. E ringrazio Ford (sceneggaitura), che quando pensavo mi sarebbero scoppiati gli occhi di lacrime e avrei dato spettacolo in un cinema pieno di sconosciuti, mi ha rimesso in pace con il mondo.

Grazie Ford.

In breve:

Il film non e’ nella mia top ten, ma merita sicuramente una visione. Ed e’ tra le cose pi’ interessanti che ho visto negli ultimi mesi (capito, Prometheus?)

Il tema dell’invecchiare, del rimpianto, della perdita lenta ma irreversibile di noi stessi mi tocca sempre molto; per questo ti consiglio Lezione 21 (piazzato di prepotenza tra i miei film preferiti di sempre) che ha il potere di piegarmi ogni volta che arrivo al  monologo quasi-finale di John Hurt sulle note del quarto movimento della Nona.

Ma se volete davvero strapparvi il cuore, leggete il fumetto Rughe, di Paco Roca. Leggete a storia di Emilio, malato di Alzheimer, e della sua vita nella casa di riposo. Leggetelo e poi fustigatevi forte come ho fatto io, perche’ la commozione e’ dolce, ma l’invidia e’ una brutta bestia.

* ok, l’ A-word non viene mai pronunciata, ma sembra dannatamente quello.

** o tra Frank e chiunque altro se e’ per questo.

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