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Ready? Fight!

Questo post di Davide Mana mi ha fatto riflettere.

Concordo con lui che un duello verbale sia molto piu’ soddisfacente. Anche visivamente.

Quanto sono piu’ belli gli episodi di Sherlock di Moffat e Gatiss, con i loro dialoghi e la poca azione, piuttosto che i due film di Sherlock Holmes di Guy Ritchie? (se credete il contrario, prego, l’uscita e’ di la’)

Per me e’ molto difficile scrivere bei dialoghi. Il fatto e’ che un dialogo scritto male ammazza la storia molto piu’ che una scena d’azione malfatta. Intendiamoci: scene confuse, verbose e eccessivamente dettagliate sono un mattone, ma come lettore mi innamoro dei personaggi, prima di tutto. Anche di quello che fanno, ovvio, ma soprattutto dei personaggi. Se la scena non e’ chiara, il mio disprezzo/odio/fastidio si riversera’ sull’autore, che ha creato personaggi che mi piacciono e poi non riesce a farmeli seguire per bene.

Se pero’ il personaggio non mette in fila due frasi plausibili, o il tono e’ inadatto alla situazione, o parla con me, lettore, invece che con gli altri personaggi, ecco che nonostante la colpa sia dell’autore, e’ il perrsonaggio a darmi sui nervi, e mettero’ giu’ il volume.

Ad esempio, questo inverno ho letto la trilogia the Riddlemaster of Hel (della McKillip) e l’ho trovata dannatamente pesante, poca azione e tante scene mattone. pero’ i dialoghi erano efficaci, e i personaggi convincenti, quindi sono arrivato in fondo a tutta la malloppata di pagine. (non so bene come giudicare The Shadow of the Torturer di Gene Wolfe: non mi ha convinto (ancora) a iniziare il secondo volume, ma ammetto che qui la lettura in inglese non abbia giovato alla scorrevelzza)

Ora, intendiamoci, brutti dialoghi e scene nebbiose sono tutti e due errori da evitare, ma il secondo non e’ fatale per la lettura.

Cio’ che fatale e’ una scena d’azione in cui traspare l’americanismo holliwoodiano e fumettaro degli ultimi 20 anni. Spararsi le pose come in un film d’azione anni 80  – specie se lo fai in una soria che tende alal verosimiglianza – e’ una immediata doccia fredda.

Io non ho mai combattuto, ok, ma per quanto mi riguarda, quando si arriva al dunque non c’e ‘spazio per pose ad effetto, oneliners e motteggi vari. Non se stai davvero raccontando di un superbadass assassino in un mondo dove combattere e’ letale.

Cosi’ facendo si spreca solo un’occasione, e se si combatte per la vita non e’ un lusso che puoi permetterti. Senza contare che anche il piu’ scafato dei guerrieri mentre si avvicina al suo obiettivo strisiando di nascosto, o mena spadate a destra e a manca nella mischia, dovrebbe avere la il tuono nelle orecchie, una fitta allo stomaco e le palle cosi’ raggrinzite da essere risalite fino alla prostata. O ha una paura fottuta, o e’ solo un clown salterino sparapose come un x-men qualsiasi.

Per quanto mi riguarda, le scende di azione dovrebbero essere cosi: