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Riposi in pace

La mania del prequel o del sequel da cosa nasce?

Arpionare una fanbase gia’ presente, sicuro. E anche sfruttare un’idea al limite estemo (e oltre), per non doverne tirare fuori un’altra.

E’ molto piu’ facile prednere personaggi che gia’ ci sono, sviluppati e complessi, e usarli in un setting piu’ o meno gia’ collaudato (ok, tra Interceptor e Mad Max c’e’ una fottuta catastrofe nucleare fuori scena, ma di solito il setting e’ simile)

E qui sta l’inganno. O autoinganno.

King dice per bocca del giovane Gordon Lachance (cito a memoria): “Quando non sai cosa succede dopo, vuol dire che [la storia] e’ finita”.

E ha dannatamente ragione.

SI’, diobono! SI!

A volte personaggi ricchi e complessi ci fanno desiderare di leggere ancora le loro avventure, di vedere ancora qualche impresa. Ci mancano, ne vogliamo ancora. Ma purtroppo la loro storia e’ finita, la loro evoluzione completa. L trama e l’ordito creati dalle parche nella mente dell’autore non lasciano spazio ad altre storie.

L’ambientazione puo’ essere ancora viva, forse. Dopotutto, l’autore puo’ aver speso mesi e mesi a creare una realta’ che ci ha a malapena mostrato. E allora ecco altri personaggi, altre storie che ampliano l’orizzonte (Earthsea, per dirne una)

Ma non con il nostro vecchio amore. Magari c’e’ spazio per qualche cameo. Qualche brevissimo racconto.

Ma LA STORIA e’ finita.

Leo Ortolani questo lo ha capito bene, e in Ratman il tema e’ toccato piu’ e piu’ volte.

Perche’ il raccontare storie di personaggi morti, passatemi il temrine, non gli rende giustizia. E i nostri eroi, che tanto volevamo avere ancora una volta con noi, cadono e ci deludono. Spesso non consideriamo nemmeno parte del ‘canone’ queste storie post mortem (qualche esempio? Indiana Jones 4, terminator 3, prometheus, die hard 4. O se volete esempi librari: 20 anni dopo, il visconte di Bragelonne. O gli ultimi romanzi su Montalbano. Una qualsiasi testata a fumetti che non contempli la FINE, ma continui a rebootare, intrecciare, far risorgere etc etc).

non so ci voi siate e non voglio saperlo

Con questo non voglio dire che non si possa continuare a scrivere di un personaggio. Il canone di Sherlock Holmes (4 romanzi e 56 racconti) non mi dispiace, ma e’ da notare che l’autore aveva ucciso Sherlock dopo neanche 5 anni. E fu obbligato dal pubblico, mamma compresa, a farlo risorgere.

O  si finsice per scrivere racconti/romanzi con la stessa formula ancora e ancora e ancora, al punto che il personaggio diventa cristallizzato in un rigido codice (nei gialli riesce abbastanza bene, vd Holmes, Marple, Montalbano, Carvalho, Colombo, Derrick), o si trasforma il tutto in Beautiful, e per chi amava il personaggio questa e’ peggio della morte.

Insomma:

rinunciare alla gallina dalle uova d’oro e’ improbabile, capisco, ma tu autore non cercare la mia stima per un progetto meramente speculativo.  (un seguito di Harry Potter venderebbe? sicuro. Piacerebbe? Spero di no. Anche se la fanbase e’ de coccio)

Creare una nuova idea e’ difficile/impossibile? Forse. (Gaiman dice di no. Ma non siamo tutti Gaiman). Ma perche’ devo continuare a comprare il tuo vomito riscaldato quando ci sono tanti autori nuovi e magari altrettanto bravi che ancora non ho letto?

una storia conclusa.